Pianta del plastico di Paul Bigot

La pianta di Roma è un plastico di gesso di 70 m2 (11mx6m) circa, realizzato in scala 1/400. Esso rappresenta i 3/5 della città di Roma all'epoca di Costantino, all'inizio del IV secolo d.C.
Il suo creatore, l'architetto Paul Bigot (nato a Orbec nel 1870 e morto a Parigi nel 1942), Gran Premio di Roma nel 1900, dedicò la maggior parte della sua vita alla ricostruzione della città di Roma. Il plastico, lasciato in eredità all'Università di Caen e classificato monumento storico, ha tratto profitto dalla creazione della « Maison de la Recherche en Sciences Humaines » nel 1995, nella quale è stato istallato dopo il restauro e messo in bella evidenza, divenendo simbolo della Maison medesima.


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Il plastico non è costituito da un solo blocco ma è diviso in 102 moduli che si incastrano perfettamente tra loro in modo da essere manipolabile.
Ciascun modulo perciò può essere costituito da più parti, per facilitarne il montaggio e la mostra. Il modulo 45, ad esempio, che rappresenta il teatro di Pompeo, è costituito di tre pezzi.


Uno dei pezzi che compongono il plastico

Il plastico di P. Bigot fu lodato da storici di fama, quali André Piganiol o Jérôme Carcopino, quando una copia fu lasciata al Musée du Cinquantenaire di Bruxelles nel 1936:

Scrisse J. Carcopino ( Rythme. Publication de la Société Centrale d’Architecture de Belgique, 9, 1, 1951 ; p. 22):
«Paul Bigot, insensible aux profits matériels qu’il n’a jamais ni recherchés, ni obtenus, et même aux honneurs, qui lui sont venus d’eux-mêmes, a été heureux, pleinement heureux, de ce bonheur que traduisait son fin sourire et dont ne jouissent que ceux dont l’âge mûr a réalisé les aspirations de la jeunesse, ceux aussi qui bien trop orgueilleux pour avoir de la vanité, savent ce qu’ils valent et ont foi dans l’indestructible destin de leur ouvrage »

Scrisse A. Piganiol ( Rythme. Publication de la Société Centrale d’Architecture de Belgique, 9, 1, 1951 ; p. 23):
«Il ne nous suffit pas de revendiquer pour Bigot la science et l’intuition d’un archéologue très compétent… [son œuvre] n’est pas seulement une reconstitution d’antiquaire, mais la réalisation d’un rêve d’artiste ».

Ben più che una semplice opera d’arte, il plastico di Paul Bigot è un oggetto di ricerca scientifica e integra con incredibile precisione le conoscenze dell’epoca sulla topografia di Roma antica. Paul Bigot lavorò naturamente sull’insieme delle fonti antiche (testuali, iconografiche e archeologiche) e il suo occhio di architetto-archeologo gli consentì una sintesi di cui si ammira la complessità.
Una delle migliori prove della precisione del suo lavoro giunge dal confronto tra il plastico di Bigot con una ripresa satellitare della città moderna dove le principali costruzioni di Roma antica sono rappresentate assai fedelmente. Tanto nella riproduzione degli edifici che in quella dei tracciati viari, l’architetto realizzò un lavoro notevole unendo le informazioni scientifiche a un notevole risultato estetico.

Qui sotto si può vedere la sovrapposizione di una pianta numerata del plastico con una vista satellitare della Roma moderna.

Durante il lavoro di restauro del plastico condotto nel 1995, le correzioni apportate sui vari moduli nel corso degli anni sono apparse ben visibili. Si stima che circa 29 moduli hanno visto mutare la loro forma in conseguenza dei progressi avvenuti sulla conoscenza della Città eterna.


Il settore del Circo Flaminio, teatro di Marcello e Foro Boario sull’attuale plastico di Paul Bigot a Bruxelles (Manuel Royo, Rome et l’architecte. Conception et esthétique du plan-relief de Paul Bigot, Caen, Presses Universitaires de Caen, 2005, fig. 22, p. 62)

Paul Bigot : Un Normanno a Roma

Nato il 2 ottobre 1870 a Orbec (Calvados), Paul Bigot compì i suoi studi a Parigi, alla Scuola Nazionale Superiore delle Belle Arti.
Mentre era interno a Villa Medici, P. Bigot presentò un plastico del più grande edificio dei pubblici divertimenti dei Romani, il Circo Massimo, e vinse il Grand Prix de Rome nel 1900. In seguito realizzò una ricostruzione in rilievo dell’insieme di Roma antica.
Nel 1908 gli venne offerto di esporre questa pianta in rilievo all’Esposizione Internazionale di Roma prevista per il 1911, nella sezione di archeologia.
Nel 1911 il rilevo "ancora molto rozzo" fu esposto a Roma in una sala delle Terme di Diocleziano. Esso fu accolto con favore dal mondo degli archeologi.


Paul Bigot davanti alla sua opera nel 1911
Vue de la maquette parue dans L’Illustration de 1911

(Manuel Royo, Rome et l’architecte. Conception et esthétique du plan-relief de Paul Bigot, Caen, Presses Universitaires de Caen, 2005)

La pianta in rilievo fu riportata il 15 aprile 1913 al Grand Palais per essere esposta nella sezione di Architettura del salone degli Artisti Francesi. Fu lanciata l’idea di una trasformazione in metallo del rilievo. Venne cominciato un esemplare in bronzo ma P. Bigot non continuò il lavoro.
All’indomani della Prima guerra mondiale, la fondazione Rockfeller fornì a P. Bigot la somma necessaria "per terminare il rilievo e eseguirne due in gesso", uno per la Sorbona, l’altro per il Museo della Pennsylvania (USA).

Nel 1925 P. Bigot fu nominato professore alla Scuola Nazionale Superiore delle Belle Arti di Parigi. Nel 1930 costruì l’edificio di via Michelet a Parigi che era destinato a ospitare l’Istituto d’Arte e d’Archeologia con, al quarto piano, una grande sala per il suo plastico di Roma. Un anno più tardi fu eletto membro dell’Accademia delle Belle Arti all’Istituto di Francia.

Nel 1937 il rilievo fu esposto al Museo di Chaillot e fu in questo periodo che P. Bigot decise di apportarvi delle modifiche in accordo con le recenti scoperte archeologiche.

Contemporaneamente si ripropose l’idea della trasformazione del rilievo in un materiale duraturo. Ma il progetto non potrà essere realizzato a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale e della morte di P. Bigot sopravvenuta l’8 giugno 1942.

Oggi non restano che due esemplari completi della pianta-rilievo di P. Bigot: quello di Caen, che è l’originale, e una copia colorata situata nel Museo d’Arte e di Storia di Bruxelles. La pianta parziale in bronzo si trova nei depositi dell’Istituto d’Arte e d’Archeologia di Parigi.