Nuovo accordo triumvirale
riferimento cronologico....... aprile 56 a.C.

Argomenti principali:
L'alleanza scricchiola
I dubbi di Cesare
L'incontro di Lucca

L'alleanza scricchiola

Nel 56 a.C., l'alleanza stabilita tra i tre uomini più importanti di Roma, Cesare, Pompeo e Crasso, sancita dal primo triumvirato dell'anno 60 a.C., cominciava a scricchiolare.

I rapporti difficili esistenti tra Crasso e Pompeo e la lontananza di Cesare, sempre più impelagato nella sua campagna Gallica, rendevano l'alleanza alquanto instabile e di questa instabilità si stavano avvantaggiando gli ottimati che nel frattempo si erano riorganizzati.

Non solo, il comportamento ormai fuori controllo di Publio Clodio, le cui bande imperversano condizionando la politica Romana, gettava discredito sul partito popolare.

Uno degli obiettivi preferiti di Publio Clodio era proprio Pompeo e questo atteggiamento rischiava di scavare una fossa anche tra lui e Cesare, padrino occulto dello stesso Clodio, tanto che l'unico legame tra i due triumviri sembrava essere rimasto quello familiare e quindi l'amore che entrambi nutrivano per Giulia, figlia di Cesare e moglie di Pompeo.

Pompeo e Crasso erano entrati a loro volta in conflitto per una questione che riguardava il controllo dell'Egitto.

Anche Cicerone, rientrato dal suo esilio, lavorava per aumentare la distanza esistente tra i tre, con la sua politica ambigua che esaltava gli interessi contrapposti.

I dubbi di Cesare

Di fronte a questa situazione Cesare, sempre più forte e potente sul piano militare, si sarà certamente interrogato su quale fosse la tattica migliore.

Forse fu tentato anche di "buttare a mare" l'accordo e di lanciarsi alla conquista del potere, ma dimostrando un indubbio realismo,  decise che non era ancora pronto per questa operazione e che quindi aveva tutto l'interesse a dare nuova linfa all'accordo triumvirale.

Del resto la situazione in Gallia era ancora lontana dalla soluzione e richiedeva la sua continua presenza; anche in quel periodo Cesare veniva allarmato dalla nuova ribellione dei Veneti, che avevano dato vita ad una lega di popolazioni galliche, la lega armoricana, in funzione anti-Romana.

Sul fronte interno Cesare doveva difendersi dal ritorno degli ottimati, che avevano candidato uno dei loro leader, Lucio Domizio Enobarbo, al prossimo consolato. Il candidato, durante la campagna elettorale, aveva annunciato la sua intenzione di revocare a Cesare l'incarico di governatore della Gallia e di perseguirlo per i suoi atti illeciti.

L'incontro di Lucca

Non c'era più tempo, Giulio Cesare doveva agire subito per sventare questa ulteriore minaccia.

Poteva farlo esclusivamente attraverso i suoi alleati e così, tra la sorpresa generale, li convocò nella città di Lucca.

La città, stupita, accolse i tre uomini più forti di Roma e anche tutti coloro che di fronte all'annuncio dell'incontro si erano recati lì per dimostrare la loro fedeltà ai triumviri.

Il nuovo accordo, sancito il 13 aprile del 56 a.C., rinnovava a Cesare il governo della Gallia per altri 5 anni, mentre prevedeva la candidatura (e quindi la scontata elezione) di Pompeo e Crasso per il consolato dell'anno 55 a.C., sventando quindi la minaccia rappresentata dalla candidatura di Lucio Domizio Enobarbo.

Al termine dell'anno consolare, Pompeo avrebbe ottenuto il governo dell'Iberia mentre Crasso quello della Siria.

Tutto questo veniva deciso in spregio del potere senatoriale e delle istituzioni repubblicane, che nulla potevano di fronte all'alleanza di questi tre autentici campioni, che insieme potevano considerarsi gli effettivi padroni di Roma.

Giulio Cesare se ne poteva tornare in Gallia, per affrontare la nuova minaccia costituita dalla lega amoricana, mentre Pompeo e Crasso rientravano nell'Urbe per candidarsi al consolato.