Sottotenenente ATTILIO DEFFENU
Attilio Deffenu Attilio Deffenu (Nuoro, 28 dicembre 1890 - Mortalmente ferito a Croce, 16 giugno 1918, ma portato a Fornaci di Monastier e ivi morto)

Nato a Nuoro (allora provincia di Sassari), da Giuseppe, commerciante e presidente della Società Operaia di Nuoro, e da Giovanna Sechi, sin da giovane maturò simpatie socialiste. A Sassari per compiere gli studi liceali, iniziò a collaborare con la rivista socialista locale La Via. Tre anni dopo, nel 1908, si iscrisse nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, dove sotto l’influenza del sindacalismo di Arturo Labriola e Enrico Leone frequentò gli ambienti anarchici toscani. Fu totale l’inconciliabilità di vedute col socialismo riformista. La vicinanza teorica col sindacalismo di Sorel emerge dalla sua tesi di laurea dal titolo La teoria marxista della concentrazione capitalista (1912).
Dopo una collaborazione con la rivista anarchica "Il Pensiero", scrisse per il "Giornale d’Italia" e sotto lo pseudonimo di Elia Spina pubblicò diversi articoli sulla situazione politica ed economica sarda. Nel 1914 fondò la rivista "Sardegna".
Partecipò alla prima guerra mondiale nella Brigata Sassari quale sottotenente di complemento del 152° reggimento fanteria

"Le truppe arditamente si mossero verso gli obiettivi fissati. Fanti ed ufficiali, malgrado fosse ancora notte, si rendevano conto delle enormi difficoltà che presentava il terreno: un terreno piatto, senza una minima altura, solcato da una rete di fossi, di canali stretti e larghi, di viottoli e strade, il tutto nascosto da una fitta vegetazione quasi tropicale formata da viti disposte a festoni, alberi, siepi, campi di mais e di grano. Tornarono le prime pattuglie; l’Osteria di Fossalta era sgombra, ma la località era in parte occupata come lo era Croce, Capodargine e, fatto estremamente grave, i nostri non si trovavano all’ansa di Gonfo. Era necessario esplorare la zona prima di cominciare l’azione. Il primo che chiese di scandagliare il terreno fu il sottotenente Attilio Deffenu. Oltrepassò con la sua pattuglia lo scolo Palumbo, si inoltrò in un terreno infido e grave di minacce e di agguati. Il nemico sparava da ogni lato insidiosamente. Il suo compito era di arrivare al caposaldo di Croce, di vedere com’era composto e disposto il nemico, quali erano i suoi numeri, di intuire le sue intenzioni per dare notizie precise al comandante e diminuire le incognite del combattimento. Deffenu arrivò miracolosamente a Croce. Il nemico lo intuì, lo braccò, gli si accostò ai lati, alle spalle, lo circondò. Attilio Deffenu udì il suo battaglione combattere per arrivare ove egli si trovava con la sua pattuglia. È davanti a Croce ove l’insidia è maggiore, l’astuzia più silenziosa e più prudente; il suo compito non gli permetteva l’urto glorioso dell’assalto. Il nemico vigilava e non poteva essere sorpreso perché occupava ogni palmo di terreno. Il cerchio si restringeva, il nemico premeva, i suoi sardi gli si fecero intorno, lanciarono bombe, mitragliarono, spararono. Il cerchio si rompe o si muore. Una bomba lo raggiunse: era il primo ufficiale della giornata a morire il 16 Giugno"
(
Alba Bozzo, La battaglia del Solstizio, Edizioni del Comune di Fossalta, 1978)

Aveva 27 anni.

La motivazione con cui gli fu conferita la
Medaglia d'Argento al valor militare

"Alla testa dei suoi uomini, si lanciava per primo all’assalto ed alla conquista di un caposaldo nemico, dimostrando fermezza e coraggio mirabili. Mentre poi con insuperabile tenacia si esponeva per riordinare il proprio reparto e prepararlo ad un nuovo impetuoso sbalzo colpito a morte, lasciava la vita sul campo. Croce, 16 giugno 1918"

Bibliografia
Camillo Bellieni, Attilio Deffenu e il socialismo in Sardegna, Edizioni della Fondazione Il Nuraghe, Cagliari, 1925.
Lorenzo Del Piano, Attilio Deffenu e la rivista Sardegna, Gallizzi, Sassari, 1963.
Attilio Deffenu, Epistolario (1907-1918), a cura di Mario Ciusa Romagna, Fossataro, Cagliari, 1972.
Sardegna. La rivista di Attilio Deffenu, a cura di Manlio Brigaglia, saggio introduttivo di Giovanni Maria Cherchi, Gallizzi, Sassari, 1976.
Francesco Cucca, Lettere ad Attilio Deffenu (1907-1917), a cura di Simona Pilia, saggio introduttivo di Giuseppe Marci, CUEC, Cagliari, 2005.
Attilio Deffenu, Scritti giornalistici (1907-1916), a cura di Giancarlo Porcu, saggio introduttivo di Gian Giacomo Ortu, Il Maestrale, Nuoro, 2008.

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