Capitelli e madonnelle

Capitelli


Il capitello scomparso


Il capitello più famoso del paese non esiste più: è quello dedicato a sant’Antonio all’imbocco di via Croce. Qui a sinistra lo si vede in una foto scattata dal tenente Borghi nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, prima della Battaglia del Solstizio.
Alle spalle del capitello si vede il tetto bombardato dell’Agenzia Gradenigo, poi Agenzia Cuppini; le distruzioni maggiori devono ancora arrivare.
Il capitello era costruito (chissà perché) a una quota inferiore al piano della strada corrente sull’Argine San Marco; vi si accedeva scendendo alcuni gradini (si può anche immaginare che l’argine sia stato rialzato dopo la costruzione del capitello, come lo è stato in occasione della asfaltatura nei primi anni 1950); certamente in quella posizione il capitello non risaltava. Il capitello andò demolito all’inizio degli anni Settanta del Novecento quando fu sistemata e allargata la rampa di accesso da via Croce all’Argine San Marco. La statua di sant’Antonio in esso contenuta fu accolta dal geometra Carlo Marigonda (22.9.1947 - 25.11.1997) e giunse (il 13 febbraio 2009) in possesso di Gianni Cancellier che, con un carrettino, la riportò sul luogo in cui sorgeva il suo capitello e in seguito la usò in una delle sue personali proteste nella lunga diatriba contro il comitato di Amministrazione della Parrocchia.

 

Capitello “Ambrosin”

Altro capitello famoso è il capitello Ambrosin, anch’esso dedicato a sant’Antonio.

La storia
Siamo all’inizio del ’900: i contadini difficilmente riuscivano a risalire l’argine con i carri pieni di fieno o degli altri raccolti, spesso si rovesciavano. Allora Pietro Ambrosin pensò di collocare l’immagine di sant’Antonio sopra di un salice. Come fu, come non fu, i carri da allora non si rovesciarono più. A quel punto il nostro Pietro pensò di costruire il capitello a testimonianza della protezione del Santo di Padova.

Chi era Pietro Ambrosin? Era un buon contadino delle nostre terre, nato il 29 settembre 1848 a San Donà e sposato a Croce, dove venne ad abitare nella casa di fronte al capitello. Durante la guerra del 15-18 dovette partire profugo per Marigliano (NA) dove, pochi giorni dopo la fine della guerra, morì (8 novembre 1918)
Il capitello fu curato dalla signora Elena Scaldelai in Ambrosin, che ogni giorno accendeva un cero.
Nell’85 il capitello fu restaurato: contribuirono diverse persone ma l’anima del restauro fu lei, la signora Scaldelai.

 

Capitello “Da Dalto”

Anche questo dedicato a sant’Antonio, neppure si può includere tra i capitelli perché è costituito da una “casetta” collocata originariamente tra i rami di un albero e poi, quando l’albero fu ridimensionato, posata sopra il tronco superstite: eccolo in una foto del 2009

La storia
Verso il 1958 il musilese Giusto Carrer (nato il 4.8.1911), da tanto tempo emigrato in Kenia, fece un viaggio in patria assieme alla moglie Da Dalto Antonietta (nata il 17.1.1915). Il viaggio, velato dalla nostalgia, era forse animato dalla speranza di ottenere qualche grazia da sant’Antonio o dalla volontà di ringraziarlo di qualcosa, dato che Giusto si recò a Padova dal “Santo” e portò a casa una statuetta, che poi espose in una piccola edicola in legno appesa a un albero alle spalle della casa dei parenti della moglie, edicola rivolta verso l’argine San Marco all’altezza dell’attuale via Rovigo.
Poi, con moglie e figli (Roberto e Maria Grazia), ritornò in Kenia dove morì l’8 febbraio 1969.
La moglie e il figlio in seguito tornarono in Italia, rimpatriando anche le ceneri del loro caro che sono conservate nel cimitero di Musile (colonna 3^, 4^ riga).
La moglie, che visse fino al 23 luglio del 1992, è sepolta in un loculo del settore F.

La statuetta è ancora presente sul posto secondo le intenzioni di colui che la mise, non ha importanza se per ringraziamento o per invocazione di una particolare grazia, ma certamente come manifestazione della sua fede.
La proprietà della casa è passata di mano e anche l’albero ha avuto qualche accidente: è stato troncato ad una certa altezza (circa due metri).
I nuovi proprietari hanno conservato la casetta con la statuetta di Sant’Antonio sopra il tronco rimasto.

Madonnelle

Il territorio di Croce è caratterizzato dalla presenza di numerose “madonnelle”, la cui costruzione fu suggerita da don Primo a suggello del lungo percorso pastorale delle “piccole comunità”.
L’iniziativa prese forse ispirazione in occasione dei lavori di manutenzione al Capitello Ambrosin (re-inaugurato il 13.6.1986) e di restauro dell’oratorio di Ca’ Malipiero (re-inaugurato domenica 12.10.1986) che vide il coinvolgimento delle famiglie circonvicine.

Le elenchiamo qui sotto in ordine di costruzione

Il 2 giugno 1985 nel cortile della famiglia Bergamo Antonio (il giovane), in via Treviso, fu inaugurato un capitello dedicato alla “Madonna del Piave”. Una lapide ricorda e spiega che è stato fatto per ricordare la fine della seconda guerra mondiale dalla quale qualche famigliare forse ritornò a casa miracolosamente vivo.

Il 9 luglio 1989, per la Piccola Comunità di Via Croce sud, fu inaugurato un capitello presso la famiglia Smaniotto (Remigio?).

Il 3 settembre 1989 fu inaugurato un capitello presso l’abitazione di Ottorino Cancellier, in via Argine San Marco nei pressi del passaggio a livello oggi eliminato.

Il 5 novembre 1989 in via Emilia fu inaugurato un capitello (sul confine tra le famiglie Pivetta e Sgnaolin) dedicato alla Vergine di Lourdes (Immacolata Concezione)



(perché il capitello sia illuminato dal sole bisogna attendere il solstizio d’estate, quindi verso il 20 di giugno alle ore 19.30 circa, poco prima del tramonto)

Il 7 luglio 1990 nel cortile della famiglia Ormenese (dietro la chiesetta di Ca’ Malipiero) fu dedicato alla Vergine di Lourdes (Immacolata Concezione) questo capitello

Il 26 aprile 1992 fu inaugurato ai “Tre Scalini” un capitello dedicato alla Madonna di Lourdes.

Sempre nel 1992, nel suo cortile di casa, Amerigo Venturato costruì sopra una “vera da pozzo” un Capitello dedicato alla Madonna del Carmine.

Il 29 luglio 1995 fu inaugurato presso l’abitazione di Guerrino Masier (lungo una stradina privata interna - quella degli antichi “Vivai Trentin” ora Mariuzzo - opposta a Via Rovigo, entro la proprietà privata), questo capitello

dedicato alla Vergine di Lourdes (Immacolata Concezione).

Nel 2002 fu inaugurato il capitello di Gabriella Criveller in via Triestina.

Domenica 30 maggio 2004, nel giardino di Ugo Barbieri in via Casera 21, fu inaugurato un capitello realizzato dallo stesso Ugo e dedicato alla Madonna di Fatima.

Capitello “Bincoletto”

Il I Maggio 2010 in via dell’Artigianato, vicino all’incrocio con la via Morosina, al confine tra la parrocchia di Croce e quella di Musile, è stato inaugurato un capitello dedicato a san Giuseppe.
Esso è stato voluto e costruito dagli artigiani dipintori Franco ed Enrico Bincoletto nella loro proprietà, anche se sembra eretto sulla zona pubblica (strada).

Questo Capitello non rientra tra quelli riconducibili alle Piccole Comunità; i Bincoletto (padre e figlio), che non sono di Croce, neppure sapevano che quello era territorio della parrocchia di Croce e hanno deciso la costruzione del capitello in autonomia: a) in occasione del nuovo insediamento produttivo, b) dedicandolo a un santo artigiano, c) inaugurandolo nel giorno della “Festa del Lavoro”.

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