CRONOLOGIA 2
DAL 1866 AL 1955 (GLI ANNI DI DON NATALE)

 

 

Giorno Mese Anno Avvenimento
24 dicembre 1866 A Sdràussina (GO), terzo dei figli di Vincenzo e Liban Maria, nasce Natale Simionato.
12 giugno 1892 Natale Simionato è ordinato sacerdote, a Treviso.
18 marzo 1897 Don Natale (che già è stato a Croce nel biennio 93-95) ritorna a Croce per accompagnare l’ultimo mese di vita di don Sebastiano Busnardo che muore il 23 aprile.
2 giugno 1898 Don Natale è nominato parroco di Croce con decreto vescovile del 2 giugno 1898 e con il Regio Placet del 2 luglio seguente; la presa di possesso della parrocchia avviene il 4 ottobre. Con don Natale in canonica vivono i genitori Vincenzo e Maria Liban e la sorella Anna (“Annetta” o “Neta”), nubile. Il cappellano è don Isidoro Serafin.
24 agosto 1905 Prima visita pastorale di Monsignor Longhin alla parrocchia di Croce. Gli abitanti di Croce sono 2400: il notevole incremento è dovuto alle bonifiche.
1911 Guerra di Libia: vi muore il soldato Pietro De Faveri di Eugenio, residente alle Cascinelle.
maggio 1912 Eugenio Cancellier passa da Messina alla volta della Libia per la guerra.
5 febbraio 1913 Seconda visita pastorale di Monsignor Longhin a Croce. Con don Natale vivono gli anziani genitori, la sorella Anna e la nipote Giulia.
2 maggio 1913 Muore il padre di don Natale, Vincenzo.
5 marzo 1914 Don Natale fa richiesta al Comune di un lotto per la costruzione della tomba per suo padre.
20 novembre 1914 La salma di Vincenzo Simionato viene esumata e deposta nella tomba destinata al padre.
maggio 1915 Sulla linea ferroviaria Mestre-San Donà-Portogruaro si assiste all’afflusso di soldati e materiali al fronte.
Cappellano è don Luigi Susan che recrimina col parroco per ragioni di entrate.
24 maggio 1915 Ore 4 del mattino, il primo caduto della guerra mondiale è Riccardo Di Giusto classe 1895 da San Gottardo (Udine). [GAZZETTINO ILLUSTRATO del 3.6.1923 p. 11]
18 settembre 1915 Eugenio Cancellier muore sul fronte dell’Isonzo (viene sepolto a Caporetto ora Slovenia ex Jugoslavia)
5 marzo 1916 Muore la madre di don Natale, “assistita dalla figlia Anna e dalla nipote Maria”.
20 maggio 1916 Don Natale fa richiesta al Comune di poter ingrandire il lotto destinato al padre per costruire una tomba di famiglia nel cimitero di Croce.
28 ottobre 1917 Caporetto! Arriva l’ordine di sgombero. I Municipi di San Donà e Musile si trasferiscono a Firenze. Gli Ambrosin si trasferiscono a Marigliano (NA), i Paludetto e i Guseo in Sicilia.
9 novembre 1917 Vengono fatti saltare i ponti sul Piave e allagate le zone a sud della Fossetta; solo l’argine della Fossetta rimane sopra l’acqua, almeno fino al Ponte della catena.
Don Natale trasporta con sé i registri parrocchiali e quanta più parte delle sacre suppellettili e parte con la sorella Anna per Zelarino. Il giorno dopo dice messa a Musestre con le lacrime agli occhi. Poi parte per San Lazzaro Parmense.
da novembre 1917 La guerra distrugge la chiesa, la canonica, quasi tutte le case, il muro che separava il sagrato dalla strada.
26 maggio 1918 A Castaldia cade il tenente Leopoldo Pellas.
16-25 giugno 1918 Battaglia del Solstizio”: Croce è occupata. Si combatte casa per casa. Il 16, a Croce, cade il capitano Tito Acerbo. Il 17, a Ca' Malipiero, cade il soldato Giovanni Talamini.
4 novembre 1918 Finisce la guerra. Per qualche tempo ancora i Municipi di San Donà e Musile rimangono a Firenze. Croce ha avuto 85 morti (come scriverà IL GAZZETTINO del 4.10.1927, giorno dell'inaugurazione del monumento) ma le lapidi ora ne elencano solo 64.
2 dicembre 1918 Lettera di don Natale al vescovo: desidera tornare. Tornerà il 20 aprile 1919.
primi mesi 1919 Vengono raccolti i cadaveri sepolti presso le varie case e portati nel nuovo cimitero militare di Croce..
A Croce arrivano le baracche; si tratta di baracche composte di tre vani su metri 5 x 12; una funge da chiesa ed è posizionata davanti a dove ora c’è il campanile. Le  baracche-scuola sono sul terreno di Pietro Scatamburlo.
A Musile, con la ricostruzione delle scuole, comincia anche quella del Municipio.
3 maggio 1919 Nel suo giro tra le disastrate parrocchie della diocesi, il vescovo Longhin giunge a Croce e celebra la messa nella baracca-chiesa. Viene duramente contestato da alcuni all’esterno.
settembre 1919 È provvisoriamente nominata come nuova levatrice per la frazione di Croce di Piave la signora Vizzotto Sofia.
5 ottobre 1919 Morte del conte Pietro Gradenigo, marito della contessa Morosina de Concina. 
5 novembre 1919 Scambio di consegne tra il commissario prefettizio Janna e il subentrante commissario Cavalier Ornano.
21 novembre 1919 Raccolta di firme per la ricostruzione della chiesa “nel punto stesso in cui fu distrutta dalla guerra”.
30 novembre 1919 Lettera di don Natale alla Commissione Vescovile d’arte sacra: il paese quasi unanime è per la ricostruzione della chiesa dov’era: mancano le strade per il “centro” e sarà comunque necessaria una succursale per le terre nuove.
1919 Dopo la fine della guerra cominciano a girare per il paese le camicie nere. Spadroneggiano e incutono paura. Pretendono che tutti, almeno gli adulti, salutino al loro passaggio.
16 giugno 1920 Per Regio Decreto Musile diventa “di Piave”.
1 luglio 1920 Viene costituito il Consorzio dei Comuni del Basso Piave per provvedere alla ricostruzione e all’esercizio di un acquedotto cui aderisce anche il comune di Musile. Si utilizzeranno le sorgenti del Cempio in comune di Ormelle.
luglio 1920 Alcuni in parrocchia fanno giungere al Pro Vicario Vescovile la richiesta di un cappellano. Il Pro Vicario interpella don Natale. Il 22 luglio 1920 don Natale scrive che non può ricevere un cappellano nella sua baracca: deve badare a sé e alla sorella malata… Se il Comune liberasse un’altra baracca… Inoltre ha fatto costruire una baracca oratorio alle Case Bianche, che tra poco sarà da benedire.
ottobre 1920 Giunge come cappellano a Croce don Giuseppe Casonato, il quale si lamenta di non avere le quattro stanze nella baracca-canonica destinate a lui tutte libere (ma solo tre, perché una era occupata dal grano).
16 ottobre 1920 Prime elezioni amministrative del dopoguerra. Due sono le sezioni elettorali, una a Musile, l'altra a Croce. Risulta eletto Mario Zaramella, socialista.
gennaio 1921 Il Governo comincia a parlare della strada “triestina”, che dividerà in due la parrocchia. Per quanto riguarda la costruenda chiesa di rianima la discussione sul dove.
23 febbraio 1921 Don Natale convoca i capifamiglia per votare sulla collocazione della chiesa da ricostruire: la maggioranza vota perché sia ricostruita dov’era.
3 marzo 1921 Don Natale si lamenta del suo cappellano arrogante, don Giuseppe Casonato. Gli risponde il Vescovo in persona, il quale si lamenta che la ricostruzione della chiesa non è iniziata.
6 marzo 1921 Paroco e fabbricieri scrivono al commissariato in merito al le riparazioni dei danni di guerra: Chiesa dov’era e ampliata secondo il progetto del Possamai.
11 marzo 1921 Don Natale spiega al vescovo i motivi del ritardo per l’inizio della ricostruzione della chiesa e anche l’origine degli attriti con don Giuseppe Casonato.
2 maggio 1921 Inizia la ricostruzione del ponte stradale tra Musile e San Donà.
15-16 maggio 1921 Elezioni politiche.
luglio 1921 Don Giuseppe viene trasferito altrove. Il Pro Vicario Generale Gallina (6 luglio 1921) propone a don Natale il sacerdote Giovanni Gattoli.
14 luglio 1921 Don Natale si dichiara contento e spiega le condizioni economiche cui dovrà sottostare il Gattoli.
23 agosto 1921 Nel nuovo cooperatore don Natale nota “uno spirito separatista”.
da ottobre 1921 Il nuovo cappellano è don Eugenio Venturin (lo rimarrà fino all’agosto 1922).
fine ottobre 1921 Passa per Croce il treno che porta a Roma la salma del Milite Ignoto. 
21 dicembre 1921 Scontro fra treni a causa della nebbia (la ferrovia è a un unico binario) con morti e feriti.
gennaio 1922 Per l’acquisto in Croce di Piave dell’area del costruendo fabbricato comunale, delle scuole e case impiegati l’Amministrazione richiede [delibera n.° 8] un prestito cambiario di 20.000 lire presso la Banca M.P. di San Donà.
4 gennaio 1922 Il Comune di Musile istituisce due condotte Mediche-chirurgiche-ostretiche e suddivide il Comune assegnando le Case Bianche a Musile: il sindaco Zaramella chiede alla Curia di far coincidere le parrocchie con le frazioni. Con la divisione fatta dal Comune di Musile la frazione di Musile viene ad avere 2930 abitanti e una estensione di 29 km2, quella di Croce 2490 abitanti e una estensione di 21 km2.
24 aprile 1922 Stipulato il contratto d’acquisto del terreno di Croce dalla Congregazione di Carità di Venezia (N.° 14260 Repertorio notarile). Vi sorgeranno il palazzo per la sede staccata del Municipio, le scuole, le case per i dipendenti pubblici. 
8 settembre 1922 Ricognizione delle salme del cimitero militare di Croce
1 ottobre 1922 Con l’inizio dell’anno scolastico, prende servizio il medico del II comparto (quello di Croce), dottor Raimondo Stochino.
ottobre 1922 Muore suor Bertilla Boscardin, la suora dorotea che tanto ha fatto per i soldati all’ospedale di Treviso durante la guerra.
ottobre 1922 Inaugurazione del cimitero militare di Croce dedicato a Tito Acerbo.
25-28 ottobre 1922 Marcia su Roma.
12 novembre 1922 Inaugurazione del Ponte della Vittoria.
nov. e dic. 1922 Il parroco di Musile preleva due corpicini morti dalla Case Bianche. Veemente protesta di don Natale presso il Pro Vicario Gallina (22 dicembre 1922). Cappellano è don Luigi Pasqualetto.
inizi del 1923 Piero Granzotto comincia a firmarsi sui registri di nozze come “Piero nonzolo”.
fine gennaio 1923 Lunghissima lettera di protesta di don Natale presso il vescovo contro la nascita di un Comitato di Musile che chiede lo smembramento religioso delle Case Bianche da Croce. In tre momenti successivi si aggiungono alla protesta anche tutti i coloni.
primavera 1923 Cominciano i lavori per la “Triestina”: la nuova strada prolungherà la “strada matta” fino alla località Viscardi (dove sarà necessario raccordarla al piano esistente con “tre scalini”), quindi fino a Musile.
18 marzo 1923 Elezioni provinciali
aprile 1923 Il Consiglio Comunale delibera di chiedere autorizzazione all’Illustrissimo Prefetto di poter vendere tutte le baracche cedute gratis dal Commissariato Riparazioni Danni di Guerra di Treviso a mezzo di trattativa privata agli attuali proprietari, affittuali, a chiunque ne avesse fatto richiesta...
11 aprile 1923 Il Comune attende i risarcimenti di guerra, ma il nuovo Governo fascista non intende pagare le cifre che il vecchio ha promesso. Poiché la Giunta non è in grado di far fronte a tutte le spese per le quali si è impegnata, tutti i componenti della Giunta Comunale, ad eccezione di Guseo Attilio, con atto eclatante si dimettono.
23 aprile 1923 Mentre a livello nazionale il Partito popolare abbandona la compagine governativa, lo stesso giorno viene nominato il nuovo commissario prefettizio di Musile, Mario Mazzetti che si insedierà il 30 aprile.
3 giugno 1923 Passa per Croce il Duce a rendere omaggio alla salma di Tito Acerbo nel cimitero civile: depone una corona sulla sua tomba, nel cimitero civile. Il corteo fascista prosegue per San Donà per inaugurare il nuovo Municipio.
29 giugno 1923 La famiglia Cancellier da Rivarotta prende possesso della campagna a Croce. Il 19 gennaio dell’anno dopo sarà iscritta all’anagrafe di Musile.
27 luglio 1923 Nuove elezioni comunali. Il nuovo Consiglio Comunale eleggerà sindaco il cavalier dottor Vincenzo Janna, già sindaco prima della guerra e Commissario Prefettizio subito dopo la guerra.
12 agosto 1923 Il dottor Janna il 12 agosto rassegna “le irrevocabili dimissioni” dalla carica di sindaco. Il Consiglio elegge allora Giuseppe Argentini fu Giorgio, d’anni 53, possidente, fascista. Questa la Giunta: Argentini, Janna, Sattin, Montagner Giuseppe, Casagrande, Bizzaro.
1923 Lettera anonima contro un possidente ricco di Croce (“il medico ateo del partito”, Stochino) che caccia via i poveri dalla casa, “ricco senza cuore”. La lettera denigra anche don Natale.
fine estate 1923 Viene completata la Triestina. Vengono completate le due cappelle laterali della chiesa e la sacrestia.
fine ottobre 1923 Il Consiglio Comunale accetta la proposta del Comune di Fossalta di istituire una Condotta-medica consorziata Fossalta-Croce che farebbe risparmiare entrambi i Comuni. Proteste a Croce: si elimini piuttosto la condotta medica di Musile
31 ottobre 1923 Il Consiglio comunale ratifica la delibera di Giunta di rendere comunali “i due tronconi di strada statale tagliati fuori dalla nuova statale: si trattava del troncone che dal Bivio di Casa Gradenigo sulla Strada Provinciale della ‘Motta’ [errore per indicare la “strada matta”] conduceva alla Località ‘il Gonfo’ per Croce di Musile e l’Argine San Marco della lunghezza di m. 4647, e del troncone che dall’inizio della nuova rampa passava per Musile, fino alla testata destra del ponte, m. 710”.
28 dicembre 1923 Il Consiglio comunale, assenti tutti i consiglieri di Croce, approva la proposta della Giunta di unificare le condotte di Croce e Musile e di affidarle entrambe al dottor Rizzola. Due giorni dopo i consiglieri di Croce rassegnano le dimissioni.
15 gennaio 1923 Il Consiglio comunale obbliga gli occupanti delle baracche ad acquistarle. Don Natale si farà paladino delle “vedove di guerra”.
19 febbraio 1924 Le ricche signore di Croce, in casa del colonnello Gioia, preparano i festeggiamenti in onore della maestra Berton, appena premiata dal Ministero dell’Istruzione per i suoi trent’anni di insegnamento. Per la sede saranno costrette a rivolgersi a don Natale.
29 febbraio 1924 LA FOLLE GIORNATA

Il dottor Stocchino, ricevuta la lettera del sindaco che gli comunica la cessazione dell’attività della seconda condotta, “prende nota”, ma fa presente che, per risparmiare, “meglio sarebbe stato sopprimere in un primo tempo la sezione staccata dello Stato Civile”

Il dottor Chimenton (che comincia ad usare l’inedita espressione “Croce di Musile”) stende la sua faziosa relazione sulla situazione delle 2 parrocchie del Comune di Musile.

La sera “circa duecento abitanti della frazione di Croce, capitanati dai Consiglieri dimissionari, si recano presso il Municipio per protestare contro la soppressione della condotta Medica di Croce, chiedendo che venga ripristinata la condotta stessa ovvero che l’attuale Medico del I° Reparto abbia a trasferire la propria residenza nel centro del territorio comunale affinché possa così meglio disimpegnare a tutte le esigenze dell’importante servizio sanitario, e che nel frattempo venga mantenuto il servizio della condotta medica di Croce”. Ne nascono tumulti.

14 marzo 1924 La Curia (Mons. Gallina è stato promosso vicario generale) informa il sindaco di Musile della decisione di smembramento.
25 marzo 1924 Emanato il Decreto di smembramento, che entrerà in vigore il I aprile.
mar/apr 1924 Proteste contro il decreto (28 marzo), reazioni in paese (1 aprile), richiesta di revoca e dimissioni dei fabbricieri (3 aprile), risposta secca del vescovo alla prime due lettere:“non si parli di revoca” (3 aprile).
6 aprile 1924 In un clima di violenze e irregolarità, si svolgono le elezioni politiche. Il “listone” di fascisti, alleati a liberali e cattolici, a livello nazionale ottenne il 66,5% dei voti.
31 maggio 1924 Viste le difficoltà del dottor Rizzola a disimpegnare l’intero Comune, la Giunta delibera di ripristinare col I° di agosto la condotta medica di Croce e di bandire col I° di luglio il concorso per la nomina del nuovo medico e di assumere per quel mese un medico interinale.
17 agosto 1924 Lettera anonima alla Curia contro don Natale.
1 ottobre 1924 A Croce le baracche-scuole sono state trasportate nel terreno a fianco del Palazzo.
A Musile, per la prima volta, viene attivata la IV elementare presso El capanon. 
19 ottobre 1924 Alla presenza del sindaco e della autorità, don Natale benedice la prima pietra del campanile. Al centro del getto del pavimento dell’entrata viene inserita una cassettina con alcuni documenti a ricordo dell’inizio dell’opera e di chi si accinge a realizzarla: Primo Granzotto della famiglia dei Granzotto, mureri da sempre.
fine 1924 L’Amministrazione, per realizzare risparmi, pensa di chiudere la sede staccata del servizio di Stato Civile a Croce.
3 gennaio 1925 Mussolini, col discorso alla Camera, instaura la dittatura.
marzo 1925 Comincia ad essere stipendiato quale nuovo medico di Croce, subentrante al dottor Stocchino, il dottor cavalier Antonio Arduino.
15 giugno 1925 Viene inaugurato il monumento a Tito Acerbo nel Cimitero Civile di Croce, presente il fratello, il barone Giacomo Acerbo. Il monumento ha forma di una piramide di massi, con un cima un tripode e delle croci sui lati.
1 agosto 1925 Il Comune paga ai signori Bianchini le 19.500 lire per l’acquisto di mq 737.14 di terreno e annessa casa ad uso scuola alla Fossetta.
agosto 1925 La “Cooperativa Produzione e Lavoro di Croce di Piave” porta a termine i lavori di ristrutturazione del ‘Paeazz’ in conformità al progetto dell’ingegner Aldo Guiotto. È attiva in paese anche una “società anonima Cooperativa di Produzione e Lavoro (Muratori - Falegnami e braccianti) di Croce di Musile”.
15 ottobre 1925 Il Comune dona alla madre di Tito Acerbo il terreno dove sorge la tomba del figlio.
3 dicembre 1925 Pietro Furlan, che sta andando in giro in bici a invitare gli amici dare un festino di saluti dato che parte per la naja, muore in un macabro incidente mortale a Ca’ Malipiero.
19 dicembre 1925 Il nome di Attilio Costantini compare in coda alla lista di coloro che il 19 dicembre pagano per il rinnovo delle licenze esercizi pubblici: significa che ha ottenuto la licenza per la vendita vino al minuto al Ponte del Bosco.
30 dicembre 1925 Il “Blasone italiano”, istituto araldico di Bologna, comunica al Comune l’idea (originalissima!) per lo stemma di Musile.
5 febbraio 1926 Lettera di don Natale al vescovo Longhin: le condizioni della chiesa sembrano sufficienti per poter cominciare le sacre funzioni.
3 marzo 1926 Terza visita pastorale a Croce del vescovo Longhin.
da settembre 1926 Don Virginio Quaggiotto è il nuovo cappellano di Croce.
1926 In data imprecisata viene inaugurato il campanile.
10 aprile 1927 Il sindaco Argentini viene nominato podestà.
2 luglio 1927 Argentini delibera l’assegnazione dell’appalto alla ditta Zanin Antonio per i lavori di sistemazione del centro di Croce: costo 12.000 lire. Tali lavori prevedono di portare la piazza a livello del progetto prelevando il materiale mancante lungo il confine fra la proprietà Zanin e la proprietà Contessa Rachele Sacerdoti; è previsto anche il tombamento della fossa lungo la strada provinciale antistante all’area comunale.
16 agosto 1927 Una violenta tempestata si abbatte sul Comune ma risparmia il centro di Croce (don Natale con le braccia alzate sul sagrato della chiesa invoca protezione alla Madonna).
17 settembre 1927 La strada delle Cascinelle diventa comunale.
2 ottobre 1927 Vengono inaugurati il monumento ai Caduti (nel “prà delle oche”) e il cippo in onore di Tito Acerbo, nel luogo (quasi) esatto dov’è caduto l’eroe.
novembre 1927 Il pittore prof. Gino Borsato, al quale (in seguito a un increscioso incidente) è stato affidato il compito di portare a termine la pala dell’altar maggiore sul tema del “Ritrovamento della Croce”, ha completato il suo lavoro.
3 dicembre 1927 Giovanni D’Andrea di Innocente ottiene provvisoriamente il posto di guardia municipale in attesa del concorso che gliel’assegnerà definitivamente.
luglio 1928 Attilio Guseo mette in piedi il ballo. Don Natale minaccia di non celebrare le funzioni religiose della sagra. Il 18 luglio 1928 don Virginio Quaggiotto invia una relazione in Curia sullo straordinario effetto della sospensione della festa del Carmine, che ha mandato deserto il ballo.
fine del 1928 Viene costruito un orinatoio in piazza a Croce, all’angolo del brollo, alle spalle del ricovero del catafalco.
novembre 1928 Inaugurata dal dottor Arduino la locale Sezione Combattenti.
dicembre 1928 Il Ministero dell’Educazione Nazionale concedeva al Comune un mutuo di lire 706.400 da ammortizzare in 50 annualità per provvedere alla costruzione dei seguenti fabbricati scolastici:
1 - Croce di Piave per l’importo di 217.600 lire
2 - Caposile per l’importo di 173.900 lire
3 - Salsi per l’importo di lire 173.900
4 - Paludello per l’importo di 60.000 lire
5 - Fossetta per l’importo di 81.000 lire
inverno 28-29 Il Piave ghiaccia.
11 febbraio 1929 Firma dei Patti Lateranensi.
5 marzo 1929 L’Opera Nazionale Combattenti di Roma acquista la tenuta delle Tresse dai Conti Donà Delle Rose per avviarne la bonifica e la trasformazione fondiaria.
24 marzo 1929 Elezioni politiche (farsa) del regime. Il noleggino Antonio Zanini accompagna il podestà a controllare il seggio di Croce, il più caldo dei due.
1929 Il Comune firma l’accordo con le Poste e Telegrafi per la spesa del servizio di procacciato. Il podestà destinerà al servizio una stanza a piano terra del municipio.
1929 È attiva la COOPERATIVA EDILI E BRACCIANTI “LA NAZIONALE” con sede in “Croce di Musile”, probabile evoluzione della vecchia Cooperativa di Produzione e Lavoro.
15 giugno 1929 Inaugurata la nuova scuola elementare di Musile e vengono appaltati i lavori per quella di Croce.
settembre 1929 Cominciano i lavori di costruzione delle scuole di Croce. In parrocchia arrivano i registri prestampati.
24 ottobre 1929 Giovedì nero” di Wall Street.
autunno 1929 La Regina Vendraminetto va in pensione: Giuseppe Minetto, fratello della Orsola, rileva l’osteria alla Fossetta.
1929 Don Natale acquista l’armonium in sostituzione dell’organo andato distrutto con la guerra.
1 gennaio 1930 Amelia Camin, figlia del procaccia Leonardo, assunta in prova per tre mesi, diventa la postina di Croce (’A Melia postina).
1 febbraio 1930 Il podestà Argentini dà parere favorevole alla ditta “Società Italo Americana Petrolio” per la costruzione di un distributore in località Ponte del Bosco con serbatoio metallico di litri 3000 su proprietà del Signor Costantini Attilio, di fronte alla sua abitazione.
27 febbraio 1930 In seguito a peritonite muore la levatrice di Croce, Sofia Vizzotto.
1930 Collocata la Madonna col bambino, opera del prof. Angelo Agostinetto, che riproduce il medesimo soggetto di un'opera andata distrutta con la guerra. [Su quale altare è collocata?]
25 giugno 1930 Don Natale scrive al podestà perché provveda alla costruzione di una scuola nelle terre basse della parrocchia, ormai popolose.
18 luglio 1930 Uragano in centro a Croce, che provoca danni al tetto del Paeazz.
26 luglio 1930 Giovannino Guseo, otto anni, muore annegato in Piave.
agosto 1930 Collaudo delle scuole elementari di Croce. Quattro sono le aule, splendide, spaziose, nel nuovo edificio, e quattro saranno le maestre del nuovo anno scolastico 1930-31: la Berton, la Saladini, la Guseo e la Gnes.
16 novembre 1930 Grande festa in paese dentro i locali della nuova scuola per festeggiare la medaglia d’oro assegnata alla maestra Berton (unica in Vento tra le 50 assegnate in tutta Italia) dal Ministero dell’istruzione.
2 dicembre 1930 A seguito di concorso a levatrice della frazione di Croce viene nominata vincitrice Francesca Pero di Giovanni. È lei “la siora Pina” di cui raccontano i vecchi di oggi, che venne a vivere nelle casette in linea costruite sul lato sud di via Croce?
dicembre 1930 In applicazione del Regio Decreto del 20/11/1930 n. 1491 il podestà Argentini delibera [n.° 335] la riduzione degli emolumenti degli impiegati comunali nella misura del 12%. Vengono anche abbassate le tasse comunali sugli animali e sulle rivendite.
primavera 1931 Il Comune abbellisce il piazzale davanti alle scuole di Croce piantando due filari di robinie.
18 maggio 1931 Viene costituita la Cantina Sociale di S. Donà presso il notaio Lorenzini. Da Croce si associano Cancellier e Cuppini.
30 maggio 1931 Vengono sciolte tutte le organizzazioni giovanili che non facciano espressamente capo al Regime. L’iscrizione all’Opera Nazionale Balilla (O.N.B.) è obbligatoria.
giugno 1931 Bepi Longato, che ha acquistato alla Fossetta, ha ceduto il suo casuìn in Càe de fero ad Achille Davanzo.
novembre 1931 Don Natale comunica al podestà che ha trovato le ditte disposte a trasferire la baracca-scuola delle Cascinelle in località Lanzoni-Millepertiche.
29 maggio 1932 Posa ufficiale della prima pietra della Cantina S.Donà, anche se i lavori sono già iniziati prima. A settembre comincerà la raccolta dell’uva.
15 luglio 1932 Esumato il corpo di Tito Acerbo per essere trasferito al paese Natale. Per l’occasione viene coniata una medaglia commemorativa (fronte - retro).
settembre 1932 Giunge a Croce il nuovo cappellano, don Antonio Callegarin.
1 ottobre 1932 Viene attivata per la prima volta la IV elementare a Croce.
marzo 1933 Posa della condotta dell’acquedotto lungo l’Argine San Marco.
2 giugno 1933 Dopo tre anni di richieste e insistenze, finalmente la Curia di Treviso rende giustizia a don Natale, emanando la rettifica dei confini delle due parrocchie del Comune (v. pagina relativa). Il decreto obbliga don Natale a costruire una chiesa succursale alle Millepertiche.
giugno 1933 I Padri Passionisti, che giravano l’Italia in missione in occasione del Giubileo straordinario della Redenzione proclamato da Pio XI per l’anno 1933, erigono la grande croce di legno sul piazzale della chiesa. La canzone Evviva la croce diviene il canto di battaglia del coro di don Natale, diretto da Chechi Camin.
18 settembre 1933 Dopo i rifiuti ricevuti prima dal cavalier Fiorazzo poi dalla contessa Elena Prina vedova Breganze, finalmente Don Natale acquista dai coniugi Barbieri Vittorio e Perissinotto Giovanna il terreno per la costruzione della chiesa alle Millepertiche.
metà dicembre 1933 Nevicata incredibile.
marzo 1934 Chimenton respinge il progetto di chiesa che don Natale ha presentato per le Millepertiche, stilato dal disegnatore Rodolfo. Don Natale è costretto a rivolgersi all’ingegner Saccardo di Venezia.
7 maggio 1934 Inaugurato un oratorio di legno alle Millepertiche.
24 maggio 1934 Violenta grandinata sul Comune, ma non a Croce.
17 luglio 1934 Giuseppe Argentini non è più podestà: al suo posto è nominato Commissario Prefettizio il centurione Giuseppe Bimbi.
fine estate 1934 Giunge in parrocchia il nuovo cappellano, don Ferruccio Dussin.
13 ottobre 1934 Con delibera del Commissario, la piazza di Croce è dedicata a Tito Acerbo, mentre la via principale del paese è denominata “Via XXVIII Ottobre”.
8 novembre XIII Bimbi dispone la chiusura della scuola alle Millepertiche in quanto fatiscente.
17 dicembre 1934 Bimbi è nominato podestà. Giurerà nelle mani del Prefetto in gennaio.
13 aprile 1935 Il podestà istituisce i premi natalità e nuzialità per il Comune di Musile.
16 giugno 1935 Istituito a livello nazionale il sabato fascista.
luglio 1935 La Curia chiede perché non siano ancora cominciati i lavori di costruzione della chiesa alle Millepertiche. Don Natale dice che non intende far debiti e che devono essere i signori locali a esporsi per primi.
14 luglio 1935 L’Opera Nazionale Combattenti di Roma vende agli  ex combattenti gli appezzamenti dell’ex tenuta “Le Tresse”.
10 agosto 1935 Con Provvedimento della Regia Questura di Venezia, l’applicato di Segreteria Montagner Europeo (“Rupèo”) è privato della libertà personale.
22 agosto 1935 Deliberata la denominazione dei nuovi edifici scolastici.
2 ottobre 1935 Mussolini dichiara guerra all’Etiopia.
7 gennaio 1936 Muore Anna Simionato (a siora Neta della canonica), sorella del parroco.
1 febbraio 1936 Rupèo Montagner è riassunto in servizio, mentre rimane sospeso l’applicato Dino Vianello.
maggio 1935 Il pittore Gino Rossi realizza le scritte sulle scuole di Croce, Fossetta e Musile.
luglio 1936 Al Lazzaretto il comitato per le opere assistenza ha attivato la colonia solare (forse già nel 1935).
luglio 1936 Inaugurata la pala della Madonna del Carmine, sull’altare donato dalla madre di Tito Acerbo.
settembre 1936 Nuovo vescovo a Treviso (Mantiero) e nuovo cappellano a Croce (don Giovanni Basso).
marzo 1937 Decisa la costruzione di un pozzo artesiano davanti alle scuole della Fossetta.
Il Commissario del Fascio Umberto Fagherazzi dona un contributo per l’acquisto di una radio per la scuola di Croce.
1937 Dino Vianello, marito della maestra Tosca Saladini, partito volontario per la guerra di Spagna, muore in combattimento sul Guadalquivir.
24 aprile 1937 Il podestà accoglie la domanda del Consorzio “Bonifica di Caposile” che tutti gli atti d’archivio riguardanti il disciolto “Consorzio di Croce di Piave” siano assegnati e passati alla sede del Consorzio “Bonifica di Caposile” [delibera n.° 23].
29 settembre 1937 Con un anno di ritardo sulle promesse,  [delibera n.° 63] il podestà concedeva un contributo per la costruzione della chiesa di Millepertiche: 5.000 lire da pagarsi 1.000 lire all’anno.
4 giugno 1938 Il podestà Bimbi nomina “il Segretario Politico del Fascio di Combattimento locale, Fagherazzi Umberto, quale delegato a sostituirlo in propria assenza”.
28 novembre 1938 Con l’occasione che il dottor Arduino viene collocato in pensione per aver raggiunto l’età di 65 anni, il podestà decide la soppressione, dal I gennaio 1939, della II condotta medica del Comune, quella di Croce: “La condotta costa troppo, un settimo del bilancio”.
13 febbraio 1939 Muore la contessa Morosina De Concina, moglie del cavalier Cuppini.
2 marzo 1939 Viene eletto il nuovo pontefice, Eugenio Pacelli, Pio XII.
6 luglio 1939 Muore per problemi di fegato Giuseppina Simionato (a siora Pina), sorella di don Natale, madre di Giulia e di Maria, nonna di Claudio e di Bigì.
31 agosto 1939 Celebrata la prima messa nella nuova chiesa succursale di Millepertiche.
10 ottobre 1939 Prima visita pastorale del vescovo Mantiero a Croce. 4100 sono gli abitanti, 300 le famiglie. Con don Natale vivono le due nipoti e i due pronipoti.
17 ottobre 1939 Il crocese Renato Cuppini è nominato podestà.
nov-dic 1939 Censimento annonario.
31 gennaio 1940 Il podestà Cuppini delibera di concedere al medico [Da Re] della condotta di Fossalta lire 7000 come contributo perché prestasse servizio anche nella Frazione di Croce. [Delibera N.° 20]. Nella stessa seduta consiliare si delibera sull’alienazione del fabbricato di proprietà comunale da destinare ad uso asilo infantile ed opere parrocchiali nella frazione di Croce.
31 maggio 1940 Il vescovo Mantiero decreta l’erezione della curazia di Millepertiche a parrocchia indipendente.
16 dicembre 1940 Prima vittima di guerra: sul fronte greco-albanese muore Erminio Davanzo, fratello di Nini che serviva in canonica.
6 marzo 1941 Distribuite in tutto il Comune 7762 tessere annonarie.
2 settembre 1941 Denuncia anonima di cinque mamme contro don Natale e il cappellano don Antonio Campion: non hanno abbastanza cura della parrocchia. Parte un’indagine di Chimenton.
15 ottobre 1941 In Comune viene assunto Bruno Casonato in qualità di addetto al razionamento consumi.
novembre 1941 Giunge a Croce il nuovo cappellano don Iginio Bernardi.
29 novembre 1941 Dopo una raccolta di fondi in giro per il paese, la Fabbriceria di Croce paga al Comune 10.000 lire quale anticipo per l’acquisto del fabbricato comunale.
9 dicembre 1941 La cassa della fabbriceria subisce uno scasso. All’insaputa di don Natale, il cappellano don Bernardi riferisce tutta l’evoluzione degli avvenimenti a Chimenton.
20 febbraio 1942 Nuovo furto in canonica.
febbraio

aprile

1942 Per la statua della Madonna del Rosario don Natale si è rivolto allo scultore Ferdinando demetz, di Ortisei. La commissione d’arte sacra, presieduta da Chimenton, boccia il bozzetto. Piccolo particolare: don Natale ha già acquistato la statua.
18 maggio 1942 La Fabbriceria di Croce paga al Comune le 15.000 lire di saldo per l’acquisto del Palazzo.
31 maggio 1942 Fregonese Amedeo tra le varie riparazioni e lavori che ha effettuato negli edifici comunali (municipio, ufficio postale e varie scuole) “con ordine del Signor Podestà” fattura 190 lire per aver “levato monumento a Croce e trasportato alla stazione di San Donà”.
15 giugno 1942 Don Natale fa intestare alla Chiesa Parrocchiale di Croce (atto N° 9521 registrato dal Notaio Galanti di Treviso) il terreno su cui sorge la chiesa di Millepertiche, in Comune di Musile di Piave (Foglio 28 M.N. 6 di Ea. I.48.90), che lo stesso don Natale ha donato alla Chiesa Parrocchiale di Croce di Piave otto anni prima. (atto Galanti dell’11 Maggio I934 n°3520) e che gli è stato “sfilato” con l’erezione di Millepertiche a parrocchia.
8 luglio 1942 Va ad abitare nel ‘Palazzo’ il nuovo cappellano di Croce, don Mario Paccagnan.
8 marzo 1943 Muore la storica maestra del paese, la Santina Berton.
25 luglio 1943 Cade Mussolini. 
28 agosto 1943 Il podestà Cuppini firma la sua ultima delibera e si ritira a vita privata. Quel giorno muore in guerra Antonio Barzan (n.8.4.1912)
8 settembre 1943 Armistizio. In Comune a Musile subentra il commissario prefettizio Nicola Bizzaro.
23 settembre 1943 Costituita la Repubblica di Salò.
24 dicembre 1943 Bizzaro è sostituito dal nuovo commissario prefettizio, Luigi Fadalti, più gradito ai governanti di Salò.
18 gennaio 1944 Don Natale firma l’atto di compravendita del “Palazzo”.
20 o 21 gennaio 1944 In seguito a degli attentati alla ferrovia e alla Casa del fascio di San Donà vengono arrestati dei partigiani “sandonatesi” tra i quali Ernestino D’Andrea, il figlio di Giovanni del casello di Croce.
7 aprile 1944 Venerdì Santo: gli aerei alleati bombardarono Treviso. Il giorno dopo, sabato santo, diversi da Croce (la Dirce in tandem col moroso e col cognato, Bepi Mutton e altra gente) vanno a vedere gli effetti dei bombardamenti.
6 maggio 1944 Per la questione dei furti in canonica, vengono tratti in carcere a S. Donà G. S., nubile, C. B., d’anni 18.
10 giugno 1944 Il municipio di Musile, poiché dista meno di 500 metri dal ponte della Vittoria sul Piave, viene trasferito in Castaldia nell’edificio delle scuole.
26/28 luglio 1944 Il 26 luglio alle 9 e 5 del mattino una violenta esplosione fa crollare i cinque piani della parte posteriore di Palazzo Giustinian, sede dell’U.P.I., (Ufficio Politico Investigativo). Scatta la rappresaglia: alle 22,30 del 27 luglio dal comando della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana) giunge al carcere di S. Maria Maggiore l’ordine di inviare a S. Zaccaria i 13 partigiani della zona di San Donà. Tra di loro vi è Ernestino D’Andrea, residente a Croce. La mattina del 28 i tredici vengono fucilati sulle macerie del palazzo.
29 agosto 1944 Intorno alle 11 del mattino tre squadriglie di caccia bombardieri, volando in pieno giorno e a bassa quota sul cielo di Croce, distruggono il ponte della ferrovia, interrompendo le linee ferroviarie e causando la morte di una persona. Vi è uno sfollamento generale.
18 settembre 1944 A Croce si installa il Comando germanico “Regger”.
28 ottobre 1944 Don Natale scrive il suo testamento.
22 novembre 1944 Gli aerei Alleati abbattono due campate del ponte stradale, dalla parte di Musile.
17 dicembre 1944 Gli Alleati bombardano ancora la ferrovia di Croce, viene distrutta la casa dei Fregonese in via del Bosco, i quali però, al rumore degli aerei, si sono già messi in salvo, fuggendo, come tutti nella zona, verso i campi di “Castaldel” (Zanusso).
29 aprile 1945 Giunge anche per Croce la fatidica ‘Liberazione’. Una colonna di carri armati americani passa lungo la Triestina, un tedesco esce dai campi e li affronta col fucile spianato ma è subito ucciso dagli americani e in seguito è seppellito nel campo di fronte alla casa del Colonnello Gioia. Il giorno prima è stato fucilato Mussolini.
17 marzo 1946 Elezioni amministrative: la lista dello “Scudo” raccoglie coloro che si riconoscono nella Democrazia Cristiana, la lista della “Spiga” quelli che si riconoscono nei comunisti e socialisti. Cinque sono i seggi in Comune.
primavera 1946 Don Ferruccio Dussin torna in pianta stabile come cappellano a Croce.
2 aprile 1946 Dopo varie pressioni dalla Curia, don Natale convoca i capifamiglia per coinvolgerli nel progetto dell’Asilo: i convenuti esprimono “...il vivo desiderio di avere l’asilo per l’educazione dei propri figli”. Subito 205 di essi offrirono 60.220 lire e altre 197.979 lire vennero raccolte in varie questue, per cui sarebbe stato possibile cominciare i lavori richiesti anche subito.
17 aprile 1946 Denominazione (e ridenominazione) di vie e piazze: la strada principale del paese, quella che andava dal casello “D’Andrea” alla villa del colonnello Gioia, che per pochi anni era stata ufficialmente “via XXVIII Ottobre” (giorno della funesta marcia su Roma), ritorna ad essere chiamata “via Croce”.
maggio 1946 Per avviare la sistemazione dell’asilo don Natale cerca di farsi pagare i terreni di Millepertiche che ha comprato coi suoi soldi e sui quali sorge la chiesa di Millepertiche.
2 giugno 1946 Referendum Monarchia-Repubblica.
25 luglio 1946 Il Consiglio Comunale delibera la costruzione di 4 pozzi artesiani: uno al Ponte del Bosco, vicino alla Triestina, uno in via Croce, vicino all’osteria di Alberico Davanzo, uno a Millepertiche, vicino alla chiesa, e uno a Caposile, sempre vicino alla chiesa.
31 agosto 1946 Un ciclone investe il territorio comunale. Don Natale sul sagrato: “No qua, no qua...”
estate Completato il restauro del Paeazz. A ruota cominciano i lavori di ristrutturazione della canonica.
8 ottobre 1946 Arrivano le Suore Carmelitane di S. Teresa.
19 novembre 1946 Don Natale regala la baracca nella ‘cesura’ in ‘grava’ al ‘colono mezzadro’ Ferdinando (‘Nano’) Fornasier col patto che, a tempo debito, la trasporti altrove.
gennaio 1947 La Giunta Comunale vota per l’integrità regionale della Regione Veneta da Gorizia a Rovigo.
7 maggio 1947 Lodo De Gasperi: ai mezzadri deve andare il 53% del guadagno. 
18 giugno 1947 Delibera di Giunta n.° 169 riguardante la costruzione dell’acquedotto Croce – Ponte Bosco – Via Triestina. Nel corso della seconda metà dell’anno l’acqua arriverà in tutte le case.
1 gennaio 1948 Entra in vigore la Costituzione Italiana.
9 gennaio 1948 La Giunta delibera di accettare le condizioni formulate dall’E.C.A. di Venezia che è disposta a dare il suo benestare per la concessione della terra (2m x 2m) occorrente alla costruzione della cabina elettrica di Croce, sul fondo del colono Vendraminetto.
1948 In centro a Croce vi è un falegname: Pietro Buchetti. Lungo la via del Bosco hanno il loro forno del pane i Calderan. Quattro sono i sarti del paese: Zanco Giovanni, Barbieri Antonio, Rubinato Anacleto e Fregonese Carlo.
18 aprile 1948 Elezioni politiche. Accesissima la battaglia elettorale. 
27 marzo 1949 Il Consiglio Comunale decide il prolungamento dell’acquedotto di via Croce fino all’Osteria Davanzo. Decide anche l’esproprio di 2000 mq di terreno alla contessa Sacerdoti per la costruzioni di tre case per senzatetto.
30 aprile 1949 Si sposa il campanaro, Janardino Granzotto con la sua Letizia.
11 maggio 1949 La giunta delibera il ripristino dell’ambulatorio medico di Croce, all’interno del Paeazz.
13 dicembre 1949 Il vescovo Mantiero affida di fatto l’amministrazione della parrocchia al cappellano don Ferruccio.
1949 Dopo aver tentato invano di racimolare le centomila lire necessarie per la lampada votiva destinata a sostituire il fante sul monumento ai caduti, il comitato per il monumento ha risolto di affidare a tre operai il compito di staccare il tripode in cima al monumento a Tito Acerbo nel cimitero militare e la croce che è su una delle facce; quest’ultima viene saldata in cima al tripode e la strana chimera viene installata sul monumento in piazza. Jonio Zanin provvede a dotarla di lampadina elettrica così che dia l’idea d’una lampada votiva.
1949

1950

Il Comune rimborsa ripetutamente gli esercenti di Croce Davanzo Alberico, Guseo Fosca (a mezzo Guseo Giuseppe), Marin Angelo, Maschio Alessio, Migliorati Fiorina (a mezzo Viscardi Angelo) per i viveri forniti alle persone indigenti.
5 giugno 1950 Muore a Venezia il colonnello Riccardo Gioia.
13 luglio 1950 Padre Germano Paludetto è a Croce per celebrare due matrimoni “per procura”: il primo dei due matrimoni riguarda Giovanni Luigi Fregonese (figlio della sorella di padre Germano), il quale si sposa con Montagner Giovanna-Corinna; al suo posto, vestito a festa, “per mezzo di procura” pronuncia il “sì” il fratello Dino, falegname.
2 agosto 1950 Fortissimo temporale.
La grandine ha raggiunto l’altezza, in qualche località, di cm. cinquanta ed i vecchi agricoltori non ricordano di aver notato un disastro simile. IL CORRISPONDENTE (G. Baron)
1950 L’ingegner Giorgio Cuppini avvia a Croce, dietro la barchessa, l’ILPA (Industria Lavorazione Piastrelle Affini) che sarà trasferita a Musile tra qualche anno.
dicembre 1950 L’amministrazione Comunale deve chiedere alla Provincia se può accetta in donazione 470 mq per l’ampliamento del cimitero di Croce da parte della baronessa Maria Manfredi De Blasiis Franceschini (verrà occupata una parte dell’area del Cimitero militare).
gennaio 1951 Dopo tanti anni che è stato in casa di Eugenio D’Andrea, il contatore della luce pubblica del paese viene spostato presso le scuole.
1951 Don Natale ha un nuovo sacrestano, Roberto Finotto.
4 marzo 1951 Muore Luigi Paludetto, coetaneo di don Natale.
primavera 1951 Al casuìn alla Fossetta, al posto di Piero Minetto arriva Attilio Diquigiovanni.
27 maggio 1951 Elezioni Amministrative; 9 sono i seggi installati nel Comune. Ernesto Poletto, comunista, è il più votato (1981 voti) e il 17 giugno sarà eletto sindaco con 13 voti su 17.
giugno 1951 Tina Granzotto raccoglie le firme perché a Croce venga installato un telefono pubblico. La decisione sarà approvata in Giunta e in Consiglio luglio. 
27 luglio 1951 Muore di tubercolosi Lino Lorenzon, proprietario di una delle prime trebbie del paese.
1951 Aumentano i servizi in paese: decisi l’installazione dell’impianto elettrico lungo l’Argine San Marco (ex zone San Rocco II e III) e il prolungamento dell’acquedotto lungo la via Casera, dal Colonnello Gioia a casa Mutton. In autunno viene realizzata la sistemazione e l’asfaltatura dell’Argine San Marco.
14 novembre 1951 La regione del Polesine è colpita da una terribile alluvione. Una delle donne profughe da Favana prenderà servizio presso don Natale, costretto a licenziare una perpetua troppo giovane per i gusti del Chimenton.
gennaio 1952 Don Natale comincia a pensare alla tomba di famiglia.
dal 9 febbraio 1952 è attivo il telefono pubblico installato nel bar centrale, gestito da Ferruccio Peruch.
22 febbraio 1952 La Giunta comunale, dopo aver tentato invano di ottenere altri terreni per costruire le case per lavoratori, delibera di vendere all’INA–CASA un’area di terreno in piazza Croce per la costruzione di una casa per lavoratori. Piazza Tito Acerbo, o meglio il prà delle oche, sarà deturpata per sempre.
30 marzo 1952 Il Consiglio delibera di concedere un contributo ad un gruppo di famiglie di via Croce, zona del Gorgazzo per la costruzione della linea elettrica a bassa tensione.
12 maggio 1952 Grandinata a Croce.
23 maggio 1952 Disgrazia lungo la Triestina: muore sotto un’auto Franco Mariuzzo, otto anni, figlio di Emilio e della Marcellina Carrer.
7 luglio 1952 Annega nella Morosina Giulio Berto Sforzin.
21 luglio 1952 L’Amministrazione comunale, invitata da don Natale a provvedere a riparare la canonica di Croce, preferisce donarla alla parrocchia.
6 agosto 1952 Questa data scritta sul muro davanti alla porta di casa Cancellier ricorda il trattamento antimosche con DDT (=diclorodifeniltricloroetano, non “Duce Dovresti Tornare” oppure “Donne, Dormite Tranquille!” come dicevamo per scherzo).
7 agosto 1952 Consumato dalla cirrosi epatica, si spegne anche il compagno di bevute di Berto Sforzin, “il conte Gino”, proprietario delle Case Bianche, uno dei personaggi più balzani del paese.
autunno 1952 Ferruccio Peruch ha rilevato il bar e il casuìn dei Guseo. Alberico Davanzo ha mollato il suo in Caè de fero per comprare quello di Viscardi; al suo posto ora ci sono Primo Bassetto e la sua donna.
15 maggio 1953 Andata in pensione la siora Pina Bizzaro, a Croce prende a lavorare come “ostetrica libera professionista” Giulia Cabbia.
7 giugno 1953 Elezioni politiche. Dieci sono diventate le sezioni in Comune.
estate 1953 Ampliamento dell’asilo: sul lato sinistro del fabbricato viene costruito un corridoio che dà accesso a un’aula scolastica di m 8 x 7 e a un vano servizi igienici; tutto è costruito con il contributo determinante della Nobildonna Contessa Rachele Sacerdoti Gioia.
1953 Sempre più in difficoltà a deambulare, don Natale si fa costruire un triciclo dai fratelli Fornasier.
1 gennaio 1954 Cominciano le trasmissioni della Rai, ma a Croce non vi assiste nessuno. Il dottor Rorato viene ad abitare a Croce nell’agenzia di Cuppini, nelle due stanze d’angolo che erano state di Ernesto Furlanetto, in quanto...
dal 1 febbraio 1954 ...è ripristinata la condotta medica di Croce, a lui affidata.
inizi 1954 Si insediano nella casa popolare: D’Andrea Giovanni, Simonetto Antone (Giulio), Soldera Adelino, Scomparin Bruno, Scuccimarra Celestino, D’Andrea Luigi.

Il Comune delibera anche di vendere a Longato Angelo fu Antonio (Angelo “Bravo”) un appezzamento di terreno del Piazzale Tito Acerbo della superficie di mq 455 a L. 600 il mq, totale L. 273.000, per costruire un fabbricato da adibire a forno. La costruzione sarà ultimata nel 1955.

18 marzo 1954 Mario Barzan, da Ponte Crepaldo, compra da Bruno Lombardo la rivendita in Càe de fero, attualmente gestita da Primo Bassetto. Uno dei primi di Mario acquisti sarà il televisore.
30 novembre 1954 La Giunta, vista la domanda presentata dal Reverendo Don Ferruccio Dussin di ampliare la costruenda sala parrocchiale appoggiando la nuova costruzione su tre pilastri da costruirsi parallelamente al muro perimetrale come da regolare progetto fatto dalla Parrocchia, concede l’autorizzazione all’ampliamento del fabbricato comunale addetto quale adiacenza alla casa canonica di Croce, che resta per intero del Comune.
12 febbraio 1955 Ultimi due matrimoni celebrati da don Natale.
10 marzo 1955 Morte di don Natale.

Per una più completa cronologia del periodo vedi
CARLO DARIOL - Storia di Croce Vol. 2 - DON NADAL, EL PAROCO DE CROSE, pagine 830
Edizioni del Cubo, 2016

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