Don Michele Pestrin, parroco dal 2014 al 2019

La mancanza di vocazioni indusse la Curia ad avviare delle "collaborazioni pastorali". Nel settembre 2014 le parrocchie "sorelle" di Croce (Invenzione della S. Croce) e Millepertiche (S. Maria delle Bonifiche) furono affidate a don Michele Pestrin.
Dopo 74 anni (le due parrocchie erano state divise il 31 maggio 1940) le due parrocchie tornavano perciò ad avere un unico pastore.

Tifosissimo della Juventus, don Michele si era diplomato geometra. Sportivo, vitale, aveva anche una fidanzata, che lasciò quando giunse la "chiamata". E quando Dio chiama, non c'è verso di fare resistenza.

Dovendo dividersi tra le due parrocchie di Croce e Millepertiche, la sua presenza a Croce fu necessariamente meno assidua; dovette selezionare le attività, mantenendo quelle più strettamente legate alla pastorale. Il bollettino parrocchiale "Il Raggio" (foglietto pastorale ma anche collezione di curiosità e di notizie di umanità varia riguardanti i parrocchiani) lasciò il posto da un lato a un più asciutto foglietto informativo, dall'altro a una pubblicazione più articolata ("Emmaus") riguardante le attività di tutte le parrocchie (e Collaborazioni) del Comune di Musile.
Anche il "Campeggio a Vinigo" lasciò il posto a campiscuola organizzati a livello di Collaborazione.

Dotato ironia, don Michele osò postare su facebook un fotomontaggio che lo ritraeva come Capitan Hook.


Foto facebook di don Michele

Mentre le altre parrocchie già dal 2012 erano riunite in una collaborazione, Croce, seppur in comunione con Millepertiche, continuò ad avere un parroco per sé fine al 2016.

Nel 2016 la parrocchia di Croce entrò ufficialmente a far parte della Collaborazione pastorale di cui le altre sei parrocchie (Musile, Chiesanuova, Millepertiche dal 2012 al 2014, Passarella, Santa Maria, Caposile) facevano parte già dal 2012. Di fatto è una delle prime esperienze di Collaborazione nate in diocesi. Tre preti per cinque parrocchie.

“La Collaborazione - spiegò don Michele - è istituita dal 2012, ma di fatto il «cantiere» era stato aperto prima. [...] Le cose stanno andando abbastanza bene, pur con varie anime all’interno della comunità. Certo, c’è un paese più grosso, contornato da parrocchie piccole, ma aprirsi è positivo. Non tutte hanno iniziato a camminare insieme, Croce è entrata solo quest’anno. La gente sta scoprendo la bellezza di ampliare lo sguardo e di confrontarsi. Rimane però un po’ di campanilismo. Ognuno vorrebbe il «suo» parroco, ma dopo un po’ di tempo ci si abitua. Il vissuto delle persone è però legato a quello di noi preti. Se respirano che c’è condivisione tra noi, si cammina meglio”.
Importante diventava il ruolo dei laici presenti nel Consiglio della Collaborazione pastorale (Co.co.pa.), formato, oltre che dai sacerdoti, appunto da un rappresentante per ogni parrocchia (tre per quella di Musile), da una suora (suor Mihret Haileslasie) e da un diacono (Adriano Donadel).
L'anno dopo, 2017, fu fatto il punto della situazione e furono rinnovati i membri laici (era passato un quinquennio dalle prime nomine). Dei tre parroci della collaborazione pastorale, don Michele Pestrin era l’unico ad aver vissuto fin dall’inizio il percorso che aveva portato alla costituzione della Collaborazione, dapprima come vicario parrocchiale a Musile e poi come parroco di Croce e Millepertiche.
“A dir la verità – tornò a precisare in un'intervista tenuta in quell'occasione – il cammino è iniziato due-tre anni prima dell’istituzione formale della Collaborazione. Abbiamo iniziato a lavorare su due fronti, quello della Liturgia, creando un gruppo liturgico della Collaborazione dove fosse presente un rappresentante per parrocchia e quello della catechesi, predisponendo dei cammini condivisi e degli incontri di programmazione per fasce di età tra le catechiste delle parrocchie. Solo quando si è avuto l’impressione dell’avvio di un cammino comune, allora è stata istituita anche formalmente la Collaborazione. In questi primi cinque anni si sono rafforzati questi ambiti e si è iniziato a lavorare anche su altri: abbiamo creato una Caritas della Collaborazione, c’è un progetto di pastorale giovanile condiviso, sette Grest, coordinati e molte altre cose. Di fondo, il frutto più importante è che sta crescendo la corresponsabilità con i laici che si formano proprio in vista di questo: c’è un lavoro alla pari nel Co.co.pa. e nel nuovo consiglio sono rimaste figure che garantiscono una continuità. Certo ci sono ancora tante cose su cui camminare e da sistemare, ma guardiamo al futuro in positivo e con speranza”.

Nell'estate del 2019 le voci di un possibile trasferimento ad altro incarico si materializzarono. Il 6 luglio arrivò la notizia degli avvicendamente in diocesi decisi dal vescovo Gardin.

Don Michele Pestrin, parroco nelle parrocchie Invenzione della S. Croce in Croce di Piave e S. Maria delle Bonifiche in Millepertiche è stato nominato parroco nelle parrocchie S. Matteo Apostolo in Camalò, S. Daniele Profeta in Povegliano e S. Andrea Apostolo in Santandrà in sostituzione di don Stefano Moino che vivrà un anno sabbatico presso una comunità di accoglienza dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

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