Il presepio vivente (1960)

Teresina 	Buona gente di Croce, anche quest’anno vi cantiamo il Natale. 
		Ci siamo preparati a questo grande mistero con la purezza 
		del nostro cuore e con tanto amore. Tutti ci siamo impegnati: 
		dai più piccoli ai più grandi. Accoglietelo come l’augurio 
		di buon Natale. Buon divertimento.
Ronaldo		Comincia la storia di Gesù. Adamo ed Eva peccarono nel Paradiso 
		terrestre. Peccarono di superbia perché volevano diventare 
		simili a Dio. L’angelo del Signore li scacciò e le porte del 
		Paradiso furono chiuse agli uomini. Passarono quattromila anni. 
		Lunghi anni di attesa. I profeti chiamavano il Salvatore. 
		Michèa scriveva:
Marcello	Da te Betlem uscirà il Salvatore
Ronaldo		Isaia scriveva:
Eliseo 		Da una donna uscirà un figlio e sarà chiamato Emanuele.
Ronaldo		Geremia scriveva:
Acciaio		Il Salvatore sarà chiamato Nazzareno.
Ronaldo		Gli uomini dicevano:
Antonietta	Vieni, vieni o Signore 
		non più tardare 
		perdona i nostri peccati.

Marisa 		Va pian piano l’asinello 
		sulla strada polverosa 
		oh sei stanco, ciuco bello
		hai bisogno di qualcosa?
Salvatore	Vado piano pian pianino
		sulla strada polverosa
		non m’importa del cammino
		ma la Mamma si riposa?
Marisa 		Oh la mamma benedetta
		se tu taci s’addormenta
		ella è stanca poveretta
		parla piano che non senta.
Salvatore 	Mentre il sole tramontava
		io l’ho vista impallidire
		ora il cielo è come lava
		la tua pena è a non finire.

Osvaldo		In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto per il censimento 
		di tutto l’impero. Questo primo censimento venne fatto mentre 
		Quirino era governatore della Siria e tutti andavano a farsi 
		iscrivere, ciascuno nella propria città. Salì anche Giuseppe 
		dalla Galilea, dalla città di Nazaret in Giudea, alla città 
		di David chiamata Betlem, essendo egli della famiglia di David, 
		per farsi iscrivere con Maria sua sposa. Mentre tornavano a casa...
Maria		Giuseppe, sono stanca, non posso più camminare.
Giuseppe	Ecco una stalla, ancora un poco, Maria.
Maria		Una stalla. Una stalla! 
		Paglia, oh la paglia dura
		per il dolce mio Bambino,
		questo freddo mi spaura
		ho soltanto un pannolino.
Giuseppe 	Mentre qui accendo il fuoco
		tu riposati Maria
		calma calma almeno un poco
		questa pena ch’è pur mia.
Antonietta	Ecco è giunta mezzanotte
		non si sente che cantare
		grande dolce santa notte
		chi ci porti ad adorare?

Un angelo porta il Bambino Santo. Luce intensa e campane

Maria Figlio, figlio mio! Giuseppe Dio mio! Antonietta Dio s’è fatto uomo, nacque povero, venne in mezzo a noi vivo Bambino, adoriamolo. Eliseo I primi ad adorare Gesù sono i bambini piccoli, teneri come agnelli.

Entrano i piccoli dell’asilo con le candeline accese e fanno il giro attorno alla capanna

Maria Se ti guardo dolce viso Bianco fiore del mio cuore splende il sol del paradiso figliolino del mio amore. Antonietta Sulla strada luminosa camminate miei pastori c’è Gesù bocciòl di rosa che ci dona i suoi tesori. Gimmi Sono arrivato anch’io, Gesù, mi vedi? Ho tanto corso. Due volte mi sono fermato perché non ne potevo più. Una volta sono caduto nel fosso di Pegorer e un’altra volta ho urtato contro il muro del cimitero. Ma non mi sono fatto male. E’ notte santa questa, notte d’amore. Ti dono il latte che dovevo bere. E’ buono, di pecora. Dove lo metto, Mamma di Gesù? Come sei bello, Gesù. Bruno Io sono un vecchio pastore, sono arrivato per ultimo, Gesù. Le gambe sono stanche e malate. Ho faticato per venire fino a Croce ma appena ho visto gli angeli, passo a passo mi sono trascinato e lungo la strada dicevo “Che gli donerò? Che gli donerò?” Ho raccolto qualche legna secca ed ho fatto una fascina. Stecchi secchi faranno buon fuoco e scalderanno il Bambino. Prendi, donna del Paradiso. Lucia A tutti gli amici che da lontano sono venuti a vedere il Presepio vivente porgiamo gli auguri affettuosi di buon Natale. La poesia del Bambino Santo colmi di gioia il vostro cuore. Buon Natale. Antonietta Son tanto contenta de vedar là sentà el nostro Ispetor Grazie, Ispetor, de essar vegnù. Gesù Bambin benedissi el so lavoro Te savesse che lavoro! El va dal Piave al Livenza Par la so paroea se verze ‘na scuoea e se va tuti de matina, caspitina. Signor, benedissi l’ispetor daghe vita, saeute, benedizion e tanta sodisfazion. Fabio Sono contento di portare al Signor Ispettore Angelo Bonanni il saluto cordiale delle maestre e degli scolari tutti. La Sua presenza ci dà gioia perché sappiamo con quanta amore abbia amato la scuola. Ci scusi signor ispettore se i cori non sono perfetti, sapesse com’è difficile cantare bene! Ancora auguri di buon Natale e buon divertimento. Lina Gesù Bambin satu che so dove l’é a casa del signor Diretor? Un giorno son andada a San Donà co me mama e a m’ha dito «Varda là drito te quea casa tuta blu e tuta neta dove l’é a terazeta là sta el Diretor. Satu Gesù Bambin che son contenta ch’el sie anca lu da Musil? […]

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