Quarto ponte. 

La necessità del 4° ponte sul Piave

Dopo la costruzione del ponte sul Piave in località Isiata (intitolato ai "Granatieri di Sardegna") è rimasto evidente (giacché lo era da prima della sua costruzione) che solo un ponte veloce tra Fossalta e Noventa avrebbe realmente sveltito il traffico tra le due sponde. Come i vecchi saggi ripetevano da decenni "ghe vol un ponte su da Mazzonetto [via Kennedy a Fossalta] che'l rive drét aa rotonda de Noventa". Il concetto era un poco alla volta penetrato in tutte le teste pensanti [l'ho scritto? Lo ridico: pensanti!]: se uno arriva da Mestre e deve andare a Noventa, o comunque a nord di San Donà, oppure oltre San Donà, non lo si può far arrivare al passo delle barche dal malagevole accesso e fargli quotidianamente sperimentare la medievale frustrazione de balzello-per pontem. Uno sguardo (dall'alto) alla pianta dei luoghi e l'esperienza (dal basso) di strade e incroci a maggiore o minore antropizzazione, da sempre suggerivano come ottimale l'attraversamento tra Mazzonetto e la rotonda di Noventa (quest'ultima da abbellire con il monumento a Giannino Ancillotto).

Il ponte in Isiata, dettato da altre idee e diverse logiche, ha parzialmente risolto il problema dell'intasamento continuo sul Ponte della Vittoria. Ma per coloro che devono andare a nord o a nord-est di San Donà rimane ancora il ponte di barche o la lunga, lunghissima circonvallazione che mena al "Ponte dei Granatieri"

La vecchia idea

La vecchia Amministrazione musilense di centro-sinistra, forse succube dell'omologa sandonatese che sempre propose un ponte stradale a fianco di quello sulla ferrovia, in posizione a dir poco infelice (da dove a dove?), s'accodò a quell'idea.

Non era possibile costruire un ponte stradale all'altezza di quello ferroviario perché l'Argine San Marco, per ragioni di sicurezza, deve rimanere accessibile ai mezzi di pronto intervento. Un ponte molto più alto e lungo avrebbe richiesto uno sperpero di denaro superiore al risparmio che ci si proponeva di attuare realizzando il ponte nel tratto più stretto del fiume. La sua collocazione tra la zona delle piscine a San Donà e il cuore del paese di Croce avrebbe infestato questo e quella di traffico esterno.

Cambio di decisione...

Cambiate di colore una dopo l'altra tre delle quattro amministrazioni dei quattro comuni della virtuale "Città del Piave", anche la collocazione del 4° ponte è stata rimessa in discussione. E l'ultima decisione sembra convergere su una soluzione molto vicina a quella vaticinata dai vecchi.

Città di Piave

Nonostante il centrodestra si sia sempre dichiarato contrario all'idea di "Città del Piave", potrebbe essere proprio la decisione delle amministrazioni di tal colore a rilanciarne l'idea perché i nuovi collegamenti in posizione opportuna riveleranno la sostanziale unità e uniformità dei quattro comuni che sono destinati a farne parte.
La "Città del Piave" si configura quale ente locale di rilevanza regionale (eppur a misura di cittadino) nel quale, disciolte le rivalità attuali, potranno convergere progetti ed entusiasmi delle varie località che non sempre (per ragioni storiche o amministrative) si riconoscono negli attuali Comuni di appartenenza. (2009)

Aggiornamento

Tutto sembra essere caduto nel dimenticatoio. Il progetto della Lega è faraonico. Non verranno mai investiti tanti soldi nel ponte, che non è più considerato una priorità. (2010)

Aggiornamento

La lista Progetto Democratico è tornata a rilanciare l'idea del quarto ponte, di fianco alla ferrovia. Dev'essere un collegamento ad uso cittadino. (2012)

Aggiornamento

La crisi, a lungo negata, è tremenda e infinita. Il Patto di stabilità blocca ogni investimento. Non c'è più denaro per nulla.
Tutto tace. Del quarto ponte si riparlerà tra decenni. (2013)

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