2012

Torna a TUTTE LE OPERE

 

Febbraio


Alf-ano


Berluschettino


Ixarc Ainafets

 

Marzo


Stima

 

Aprile









foto elettorale: con baffi finti

 

Maggio

ELEZIONI: IL GIORNO DOPO
Qual è il dato principale? La vittoria della Lega. Poteva andare peggio? Non lo so, forse sì: la vittoria di Carpenedo, personalmente, mi avrebbe infastidito di più.

Le sensazioni avevano i caratteri del sogno implausibile. Battaglia elettorale… che ho guardato dal bordo del fiume, sperando di vedere il cadavere del nemico passare. Lo scudetto della Juve, la sconfitta del Milan… tutto un giocare a vedere segni positivi.

La quasi certezza di ricevere una trentina di voti. Il sogno di riceverne trecento.

La telefonata di Massi, presto, sulle quattro… «Sei stato ai seggi?» «Sì, di passaggio per Croce». La Lega è già in testa, mi dice. Una nota di tristezza nella voce. Poco dopo la telefonata di Denìse che mi chiede com’è andata… Che ci faccio a casa, non sono ai seggi a controllare i voti che prendo? In quella che sto al telefono con lei, al cellulare mi chiama Luca Tonetto che mi chiede se so nulla, non so nulla, allora mi comunica che sono il primo della mia lista con 49 voti, entro in Consiglio. Con 49 voti si entra in consiglio. 49 è più di 30. Consigliere d’opposizione, però, perché vince la Lega. La mia lista è seconda, avanti di sette voti rispetto a quella della PdL, sono arrivati i primi parziali in Municipio. Che bello battere la PdL. Dei ladri e dei lestofanti, dei loschi lerci e luridi… Quali e quanti sono i seggi a disposizione? Sedici col sindaco o sedici più il sindaco? Il sessanta per cento sono… Agli altri cosa tocca? Due-due-uno o tre-due-uno… uno ai grillini. Sono in Consiglio. Che farò, che dirò? La mia loquela sovrasterà quella di chiunque, la mia proprietà di linguaggio costringerà i leghisti alla registrazione dei miei interventi e alla successiva decrittazione con tanto di vocabolario… Ma è comunque la logica che fa loro difetto, non il lessico.

L’opposizione non conta nulla, ci ha tenuto a ricordarmi Luca, saranno anni di interventi a vuoto… Ma intanto corre l’immaginazione sui discorsi da fare, degni di un film, le boutades, gli interventi teatrali… Cinque anni di vetrina. Chiudo la telefonata con Luca e continuo a chiacchierare con Denìse che ha ascoltato tutta la conversazione in linea all’apparecchio fisso. Mi fa i complimenti. Immagina pure lei le mie uscite teatrali… Risquilla il cellulare, immagino che sia qualcuno che ha già saputo e voglia farmi i complimenti. Chiudo la telefonata con Denìse e rispondo al cellulare. È sempre Luca. Che mi spiega che siamo solo a un terzo dello spoglio. Faccio un calcolo: alla fine, se continua così, saranno centocinquanta voti, una bella prova. Tutta Croce ha fatto confluire i suoi voti su di me, devo ringraziare Massi e Gus che hanno fatto campagna per me. Luca mi chiede se ho seguito il suo consiglio. Che consisteva nel telefonare a casa a tutte le persone che conoscevo, nel calcolare i voti in un terzo del numero dei certi, in un decimo del numero degli incerti… Calcoli che vengono dalla scuola di partito. Gli dico che non ho fatto nulla. Non ho chiamato nessuno. Ho affidato i miei volantini ad alcuni amici e ho lasciato fare a loro: io non son capace di suonare campanelli e vendere me stesso. Non posso garantire nulla io. È stupito. Mi saluta.

Telefona Giulia, chiamano anche i parenti stretti: mia madre, mia sorella, vogliono sapere… So che mi hanno votato. Mi tengo sul vago. Non so nulla, so solo che sta vincendo la Lega. Avrei voluto dar la notizia bella che la mia lista stava vincendo, è sciocco rallegrarsi d’essere almeno e solo consigliere.
A chi daranno l’assessorato alla cultura? chiedo a Giulia. Potrebbero dimostrarsi signori e darlo a me, chiederei loro solamente di rinunciare alla pregiudiziale indipendentista o secessionista, alle cazzate della Padania e simili… Andresti coi leghisti? si stupisce Giulia. No, sarei me stesso.
Due ore dopo giunge la telefonata finale, sempre di Luca: ho preso 106 voti, ma non entro in Consiglio, sono il secondo della lista e Pino ne ha presi 108, mi ha superato, entra lui come più votato della lista, Pino che ha organizzato i gazebi per un mese, ch’è andato casa per casa distribuendo volantini e programmi… ha preso 108 voti. È giusto. Ed io,che non ho combinato praticamente nulla, ho tirato su 106 voti… Luca mi fa i complimenti, sono tantissimi per un comune come Musile… Ha contribuito anche lui a farmene avere alcuni, gli dico. Mi spiega che non può avermene portati più di una decina, gli altri sono tutti miei. Cosa vuoi, a Croce son conosciuto, per il teatro, per la scuola, qualche studente, le loro famiglie… Capisce che veramente non ho fatto nulla (a parte aver creato il simbolo della lista), e allora dichiara che è lui anzi che deve venire a scuola da me: 106 voti senza alzare la cornetta. Sulla mensolina reggiquadro del cavalletto da pittore all’ingresso del mio appartamento giace il malloppetto dei santini che non sono riuscito, che non sarei mai riuscito a distribuire. Quanti sono? Centosei? No, meno… Mi chiedo quanti voti hanno preso il mio compagno di elementari nella Lega, la mia compagna delle medie nella PdL, la mia alunna nella Lega, i miei due alunni in lista con me, uno esponente del Partito Comunista, l’altro segretario locale del PD Giovani (non possono aver fatto meglio, dicono i numeri…) Lo saprò il giorno dopo: tutti meno.
Non entrerò in Consiglio. Non potrò fare le battuttine al beige Carpenedo (entrerà con lui in Consiglio il mio amico Caio Pivetta che ha telefonato a tutti i suoi elettori almeno una volta?); non potrò enunciare e dimostrare l’imbecillità dei leghisti senza che avvertano che sto parlando di loro, non potrò evidenziare le latrocinerie della PdL e dei suoi figuri, più o meno consapevolmente baciabanchi e chiavasanti; non potrò trasformare i Consigli Comunali in eventi… Pazienza.
In fondo m’è andata bene, come meglio non mi poteva. Ho ben figurato e non ho obblighi verso nessuno. O forse sì: verso Massi, verso Gus.

 

Giugno


Padrigale d’a/dio


’A presidentessa


Alla maniera della Symborzska

 

Luglio


Alla maniera di Pavese


La curva della strada

 

Novembre


Ufficio Grossi Attributi

TORNA AI DIARI