Edizioni del Cubo

Il Nastro di Moebius
romanzo sulle varie età non orientabili

Tutti conoscono le peculiarità del nastro di Moebius: una strisciolina (di carta...) le cui estremità sono state unite dopo che una delle due è stata fatta girare su se stessa. Tale anello risulta avere una faccia solamente, ossia non ha più un dentro e un fuori ma è, si dice in gergo, una varietà non orientabile.
Ugualmente, se prendiamo un anello a sezione triangolare, questo risulta avere tre facce. Ma se lo sezioniamo in un suo punto ed effettuiamo con uno dei due capi una torsione di 120° in un senso o nell'altro e torniamo a riunire le due estremità, otteniamo un anello con una faccia sola (un nastro di Moebius tridimensionale). Questo accade per qualsiasi torsione multipla di 120°, purché non multipla di 360°, nel qual caso, pur intrecciandosi, le tre facce rimangono distinte.

“Il nastro di Moebius” è la storia di tre amici -  Aureliano, Hala e Pablo - le cui vicende esistenziali risultano così legate tra loro da costituire le tre facce (o magari una sola, secondo quanto detto sopra) di un nastro uguale a quello sopra descritto. Le torsioni si ripetono più volte nel corso del romanzo: il primo personaggio che occupa entrambe le pagine (destra e sinistra) si ritira su quelle sinistre e lascia lo spazio al secondo che prende ad occupare le destre, e i due personaggi continuano la loro narrazione parallelamente, finché dopo qualche pagina quello di destra le occuperà entrambe, ritirandosi a sua volta dopo un po' su quelle sinistre per lasciar posto al terzo personaggio che lo lascerà al primo... e così via.

Il numero 3 è determinante nella struttura dell’opera: il libro risulta diviso in 27 (3 per 3 per 3) capitoli, numerati in questo modo: 1.1.1 , 1.1.2 ,  1.1.3 , 1.2.1 , ..., 3.3.2 e 3.3.3. Il primo numero rappresenta il grado di coscienza con cui i personaggi si muovono nel mondo, vivendo o narrando le loro vite (1 sonnambulismo, 2 vita desta, 3 vita ipercosciente o estatica): il libro pertanto è la narrazione di una presa di coscienza collettiva e progressiva dei tre personaggi rispetto alle loro vite intrecciate. Il secondo numero costituisce una torsione, ossia l'entrata in scena di un personaggio nuovo: ognuno dei 3 protagonisti “ricompare” pertanto 3 volte per un totale di nove torsioni (quindi il nastro risulta avere tre facce distinte, ma sarà una visione finale a rivelarlo, dopo aver per un momento creduto, lettore e narratore, che i tre personaggi non fossero che tre momenti di un’unica esistenza, secondo l’assioma di Fuentes per il quale “ci vogliono più vite per fare un’esistenza”, assioma al quale io avrei semplicemente aggiunto la contemporaneità). L'ultimo numero rappresenta la prospettiva kierkegaardiana (etica, estetica, religiosa) secondo cui si giudicano o semplicemente si narrano gli avvenimenti.
Essendo il libro un nastro, e quindi chiuso, il primo capitolo è in realtà l'ultimo, il 3.3.3. I tre personaggi “incarnano” a loro volta una prospettiva: la colta maga Hala quella etica, il musicista Pablo quella estetica, il monaco paralitico Aureliano quella religiosa.

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