27 maggio 2010

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Omaggio ad Alberto Landi

Alberto, disponibile e aperto
a sostener l’ars sperimentandi
di chi chiedeva consiglio all’esperto
per divulgar la musica dei grandi
ossia di render pubblico un concerto;
uomo brusco, concentrato ai comandi
della radio, ché questo era l’asserto:
“spazio a tutti” con parole che san di
cultura, destinate allo sconcerto
della riflessione; tu, quasi un Gandhi 
di porcile dal grugnito scoperto
che solo per generosità sbandi
contro i prevaricatori d’un certo
realismo riducibile a bandi
non all’inclusione; oratore incerto 
a favor di vita dei cui nefandi
colpi avevi ripetuto e sofferto. 
A te un ultimo gioco di rimandi
viene orribilmente da Morte inferto
che a lungo ti trattiene nel suo andito
ma solo dopo averti fatto esperto
del dolore della sua ars amandi,
freddo alla fine ti accoglie nel serto
dei suicidi un tempo esecrandi.
Memento tragico, lamento offerto 
alla notte quel che inutilmente spandi
spegnendoti nel buio più deserto.

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