Per oltre un secolo le grandi infrastrutture sono state progettate per rispondere alle esigenze del presente. Oggi questo approccio non basta più. Cambiamenti climatici, nuove rotte commerciali, crescita delle dimensioni delle navi, trasformazione delle catene logistiche e accelerazione tecnologica stanno modificando i parametri con cui vengono progettati porti, opere marittime e reti di trasporto in tutto il mondo.
La vera sfida dell'ingegneria non è più soltanto costruire infrastrutture robuste. È progettare opere capaci di rimanere efficienti in scenari che cambieranno durante il loro stesso ciclo di vita.
Alessandro Mazzi e la sua sfida
Secondo Alessandro Mazzi, ingegnere e figura tecnica di riferimento di Fincosit, questa trasformazione rappresenta uno dei cambiamenti più profondi che il settore abbia conosciuto negli ultimi decenni. “Per molti anni progettare significava rispondere a esigenze già consolidate. Oggi dobbiamo costruire infrastrutture che saranno operative per cinquanta, settanta o anche cento anni, sapendo che il contesto economico, climatico e logistico continuerà a evolvere.”
È un cambio di prospettiva che riguarda molto più dell'ingegneria civile. Secondo numerose analisi internazionali, la resilienza delle infrastrutture è diventata uno dei principali fattori della competitività economica. Porti, reti ferroviarie, corridoi logistici e infrastrutture energetiche rappresentano sempre più elementi strategici per garantire continuità agli scambi commerciali e stabilità alle filiere produttive.
In questo scenario anche il concetto di sostenibilità assume un significato diverso.
“La sostenibilità non coincide semplicemente con la riduzione dell'impatto ambientale durante la costruzione. Un'infrastruttura sostenibile è soprattutto un'infrastruttura progettata per durare, adattarsi e continuare a svolgere la propria funzione nel tempo.”
La durabilità diventa così un parametro che unisce aspetti ambientali, economici e progettuali. Un'opera che mantiene le proprie prestazioni per decenni richiede meno interventi straordinari, meno materiali, minori consumi energetici e una riduzione complessiva delle risorse necessarie lungo l'intero ciclo di vita.
Parallelamente cambia anche il modo di concepire la logistica. Negli ultimi anni eventi geopolitici, interruzioni delle catene di approvvigionamento e fenomeni climatici estremi hanno mostrato quanto la continuità delle connessioni infrastrutturali sia determinante per il commercio internazionale. La competitività di un sistema produttivo dipende sempre meno dall'efficienza del singolo nodo e sempre più dalla capacità dell'intera rete di continuare a funzionare anche in condizioni di stress.
Alessandro Mazzi: “Le infrastrutture non possono più essere progettate come opere isolate. Ogni porto, ogni collegamento ferroviario, ogni terminal fa parte di un sistema molto più ampio. La qualità dell'intera rete determina la capacità di un'economia di reagire ai cambiamenti.”
Per questo motivo l'ingegneria infrastrutturale sta assumendo un ruolo sempre più strategico. Non si tratta soltanto di realizzare nuove opere, ma di progettare sistemi capaci di accompagnare trasformazioni che oggi possono essere solo in parte previste.
Secondo Mazzi, la capacità di integrare competenze tecniche, pianificazione di lungo periodo e innovazione progettuale rappresenterà uno degli elementi distintivi del settore nei prossimi anni. “Le infrastrutture hanno tempi di vita molto più lunghi rispetto ai cicli economici. Per questo devono essere pensate guardando agli scenari futuri, non soltanto alle esigenze del presente. È questa, oggi, la responsabilità più importante dell'ingegneria.”
La qualità di una grande infrastruttura non si misurerà quindi esclusivamente nelle sue dimensioni o nella capacità di movimentare merci. Sempre più spesso sarà valutata nella sua resilienza, nella sua adattabilità e nella possibilità di continuare a creare valore mentre il mondo intorno cambia. È un paradigma che riguarda porti, reti di trasporto, opere energetiche e sistemi logistici in ogni continente, e che sta ridefinendo il significato stesso della progettazione infrastrutturale.
FINCOSIT
Fondata nel 1905, Fincosit è una delle principali realtà italiane specializzate nella progettazione e realizzazione di opere marittime e portuali. Con oltre 120 anni di attività, opera nello sviluppo di infrastrutture complesse in Italia e all'estero, mettendo a disposizione competenze nell'ingegneria marittima, nella costruzione di porti e opere costiere e nella gestione di grandi cantieri infrastrutturali. Negli ultimi anni ha rafforzato il proprio impegno sui temi della durabilità delle opere, della resilienza delle infrastrutture e dell'integrazione tra progettazione, sostenibilità e logistica.